Riforma della giustizia: i punti al vaglio del nuovo esecutivo

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Uno dei nodi da sciogliere per il nuovo esecutivo riguarderà la riforma della giustizia, sulla quale la tensione resta alta. L’entrata in carica del nuovo Governo ha fatto venire meno l’accordo politico che condizionava l’entrata in vigore, prevista per il 2020, delle nuove modalità di calcolo della prescrizione a un pacchetto di norme che accelerasse l’andamento dei procedimenti penali. Sottolinea il giornalista Giovanni Negri, dalla pagine del Il Sole 24 Ore, che tra magistrati e avvocati poi l’allarme resta alto. Le Camere penali hanno scritto a tutti i parlamentari aprendo al confronto sui tempi della giustizia: precondizione necessaria la cancellazione dello stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

Le dichiarazioni del vicesegretario del Pd Andrea Orlando.

Per il vicesegretario del Pd Andrea Orlando la priorità resta la discussione sulla riforma della giustizia. In un’intervista La Stampa, l’esponente dem spiega che il nuovo esecutivo non potrà accettare un testo che è stato scritto da due partiti politici che non coinvolsero il Pd. Sul tema dell’immigrazione sarà importante non rinunciare al controllo dei flussi e garantire l’integrazione. Quest’ultima ha rimarcato Orlando “se non funziona, può portare a problemi di convivenza. Una prima discontinuità è già data dal fatto che non c’è più un ministro dell’Interno che usa i migranti come uno spot quotidiano”.

Andrea Orlando ha dato una prima valutazione al nuovo esecutivo. Ha precisato che ci potranno essere delle difficoltà con il Movimento 5 Stelle “ma meglio una strada impervia di una semplice che avrebbe portato alla vittoria di un centrodestra su posizioni pericolose. In politica non si sceglie in astratto, ma tra le alternative disponibili”. Il vicesegretario del Pd ha sottolineato: “Abbiamo individuato possibili convergenze dalla lotta alle disuguaglianze al riavvicinamento dell’Italia all’Europa alla centralità dell’ambiente”.

Ciò che invece divide Pd e 5S, invece, è la cancellazione della prescrizione, che Orlando definisce “un errore” in quanto dentro un percorso processuale “si possono trovare equilibri compensando con altre garanzie”. Orlando ritiene necessario procedere ad un serio confronto, in seno ad un governo che si pone come “profondamente rinnovato rispetto alle compagini precedenti, un’esperienza che potrà durare se si riuscirà a dare riforme al Paese.

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