Reddito di Cittadinanza, come cambia con il nuovo governo!

Reddito di Cittadinanza, sei mesi extra, per chi?

È ormai un dato di fatto che il Reddito di Cittadinanza non sarà più lo stesso dopo l’avvento del nuovo governo guidato da Giorgia Meloni. In effetti, come dichiarano vari esponenti di Fratelli d’Italia, l’intenzione è di spacchettare il Reddito di Cittadinanza in almeno due misure, riconoscendo il sostegno economico così come lo conosciamo oggi solamente a coloro che non possono lavorare.

Come spiega il sito Money.it, allo stato attuale, questa è l’unica indicazione che viene fornita rispetto a coloro che continueranno a godere del sussidio, o comunque di un altro sostegno economico chiamato diversamente, anche sotto il governo Meloni, mentre per tutti coloro che sono in condizione di poter lavorare non ci sarà un sostegno economico bensì la possibilità di prendere parte a corsi di formazione e di essere assunti grazie a incentivi statali.

Attualmente il Reddito di Cittadinanza in Italia ha un costo annuo superiore ai dieci miliardi di euro: l’intenzione di Fratelli d’Italia è di tagliare le risorse destinandone una parte alla realizzazione di un nuovo incentivo per l’assunzione, così da dare un lavoro a chi fino oggi ha continuato a prendere il RdC senza però avere prospettiva di un impiego.

Qual è la platea?

L’esponente di FdI Walter Rizzetto ha rassicurato tutte quelle famiglie che fino a oggi hanno goduto del Reddito di Cittadinanza spiegando loro che anche in caso di riforma verrà mantenuta una misura di sussidio, ma solamente per coloro che sono inabili al lavoro. Per approssimare qual è la platea cui si rivolge Rizzetto, possiamo riprendere quanto previsto oggi dalla normativa vigente che esonera dal rispetto degli obblighi previsti dal Reddito di Cittadinanza coloro che: hanno compiuto i 65 anni di età; hanno un’invalidità con percentuale superiore al 45%; assistono una persona con grave disabilità inserita nello stesso nucleo familiare; si prendono cura di un minore di tre anni inserito nello stesso nucleo familiare; sono in stato di gravidanza o comunque hanno problemi di salute tali da impedire lo svolgimento di un lavoro.

Importi maggiori di quelli attuali!

Per gli inabili al lavoro un sostegno rimarrà e avrà un importo anche maggiore rispetto a oggi. Come spiegato da Rizzetto, infatti, gli inabili al lavoro non possono vivere con 5 o 600 euro al mese, ragion per cui servirà incrementare l’importo a loro riconosciuto. Un piano confermato anche da Maurizio Leo, responsabile economico di Fratelli d’Italia, il quale ha spiegato che la parte di risorse oggi stanziate per riconoscere il contributo alle persone fragili e che non possono lavorare non verrà toccata.

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