Pensioni, le aziende finanziano l’uscita dei dipendenti fino a cinque anni prima?

Pensione anticipata, domande entro il 1 marzo 2022. Scopriamo per quali categorie

Le aziende con un personale di più di cento unità potranno anticipare l’uscita dal lavoro dei dipendenti ai quali mancano fino a cinque anni per maturare i requisiti della pensione. Questo è quanto prevede una delle norme che dovrebbero entrare nel Decreto Sostegni Bis, o Decreto Imprese, che il governo Draghi è in procinto di varare, secondo quello che riferiscono i siti de Il Messaggero e today.it.

Accompagnamento alla pensione!

Questo è il meccanismo: il dipendente che si trova a meno di cinque anni dalla pensione chiude il rapporto con l’azienda e riceve in cambio la cosiddetta indennità di accompagnamento alla pensione. Si tratta di una somma che viene corrisposta al lavoratore per tredici mensilità all’anno fino al compimento dei 67 anni e alla maturazione dei requisiti per andare in pensione. A versarla sarà l’INPS, ma a fornire il denaro sarà l’azienda, con cadenza mensile e la garanzia di una fidejussione.

Il vantaggio per l’impresa consiste nel fatto che dalla cifra versata al lavoratore viene sottratta la Naspi che gli dovrebbe essere corrisposta in caso di perdita del lavoro. Per il lavoratore c’è anche la possibilità di trovare un altro lavoro. Oltre a ciò, fra le novità c’è il contratto di ricollocazione per tutti i settori produttivi, cioè un contratto a tempo indeterminato legato alla formazione e a un periodo di prova con sgravi contributivi al 100% che però devono essere restituiti se alla fine dei 180 giorni il lavoratore non viene assunto.

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