Pensioni e Quota 100: la protesta dei lavoratori stagionali

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L’approvazione di Quota 100 con la richiesta di 62 anni d’età e 38 di contributi versati, farà sì che il lavoratori con carriere discontinue o o con contratti a termine, non potranno accedere a questa tipologia di pensionamento anticipato.“Il governo non ci ha ascoltati e il decreto certifica che la parte più debole del mercato del lavoro, i lavoratori stagionali della nostra categoria, agricoli e dell’industria alimentare, già penalizzati per non avere un contratto a tempo indeterminato, sono completamente snobbati dal governo: quota 100 per questi lavoratori è un miraggio”.lo afferma la Flai Cgil,

Secondo il sindacato: “Rimane in vigore la legge Fornero, e questi lavoratori saranno costretti a lavorare fino a 70 anni con una pensione da fame dopo anni di lavoro e di fatica”. Il sindacato evidenzia anche che “per questi lavoratori, che non avranno mai un contratto a tempo indeterminato, raggiungere 38 anni di contributi è impossibile.

Provvedimenti discriminatori

Si continua a operare con provvedimenti discriminatori, che dividono il mondo del lavoro in lavoratori di serie A e di serie B. Con questo provvedimento il governo conferma il suo atteggiamento contro i più deboli, dimenticandosi dei lavoratori stagionali che hanno la sfortuna di non avere un lavoro stabile e ne fa loro una colpa, lasciandoli esclusi dal diritto di andare in pensione”, ha segnalato il sindacato.

La manifestazione del 9 febbraio

La Flai Cgil, dunque, con i lavoratori stagionali sarà in piazza il 9 febbraio prossimo “per far vedere al governo le migliaia di lavoratori che rappresentano il settore primario, che fanno grande il nostro made in Italy, ma che il governo non considera degni di andare in pensione”.

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