Pensioni di cittadinanza ed invalidità: le novità dalla conversione in legge del decretone

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È in corso l’esame degli emendamenti al decreto legge contenente il Reddito di cittadinanza, le pensioni di cittadinanza e Quota 100. Le Commissioni riunite Affari sociali e Lavoro della Camera hanno respinto l’emendamento 1.22. con primo firmatario l’On. Carlo Fatuzzo (FI). La proposta emendativa mirava alla non applicazione dei requisiti patrimoniali ai fini del riconoscimento della Pensione di cittadinanza per i soggetti di età pari o superiore a 70 anni.

Il deputato del PD Stefano Lepri, ritiene che la Pensione di cittadinanza, sia solo un’operazione “di propaganda”, “nonostante la grande enfasi con la quale è stata illustrata”. Intervenendo nella discussione sull’emendamento Fatuzzo 1.22, ha precisato: “La platea dei potenziali beneficiari della Pensione di cittadinanza è ristretta, in quanto il cittadino chiederà prima l’assegno sociale, che potrà percepire prima e per godere del quale non si rilevano requisiti di ordine patrimoniale ma solo particolari condizioni reddituali. Pertanto, chi ha anche solo una piccola proprietà non potrà accedere alla Pensione di cittadinanza dimostrando che, come si suol dire, «la montagna ha partorito il topolino»”.

Emendamento governativo

Il Governo ha presentato tre proposte di modifica del decreto legge 28 gennaio 2019, n.4 recante disposizioni urgenti in materia di Reddito di cittadinanza e pensioni. Si propone, dunque di favorire l’accesso alla Pensione di cittadinanza anche nei casi in cui uno o più componenti, pur avendo età inferiore ai 67 anni, siano in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, così come definita ai fini ISEE.

“Sia per l’accesso al Reddito di cittadinanza, sia per l’accesso alla Pensione di cittadinanza, riteniamo doveroso innalzare la soglia del patrimonio mobiliare portandola da 5.000 a 7.500 euro in più per ciascun componente. Infine, sempre per le famiglie con disabili gravi e persone non autosufficienti, proponiamo un aumento del massimale della scala di equivalenza”, ha dichiarato il Sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi, nell’illustrare le proposte di modifica.

Pensione d’invalidità e Reddito di cittadinanza

“Il governo e la maggioranza hanno rigettato il nostro emendamento che prevedeva, come unanimemente richiesto da tutte le associazioni di persone con disabilità, di non computare la pensione di invalidità ai fini della soglia reddituale di accesso al reddito di cittadinanza”, ha dichiarato il deputato del Pd Lisa Noja.

” Il governo che doveva prendersi cura delle persone con disabilità, a fronte di una spesa complessiva di 7 miliardi destinata al reddito di cittadinanza, destina alle persone con disabilità un emendamento che vale circa 6,4 milioni. Inoltre, la modifica proposta dal governo per correggere le iniquità della scala di equivalenza prevista nel decreto ai fini dell’accesso al reddito di cittadinanza è talmente irrisoria che, per poterne godere, bisogna essere una famiglia con almeno tre figli di cui uno con disabilità. A fronte di questa vergogna, fanno comunicati in cui si vantano di aver pensato alle persone con disabilità”, ha sottolineato.

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