Pensione anticipata, l’Inps stabilisce nuove scadenze a maggio

Pensioni, le date dei pagamenti di settembre 2021

L’Inps ha stabilito nuove istruzioni relativamente alle domande di riconoscimento dello svolgimento di attività particolarmente faticose e pesanti, per i lavoratori che maturano i requisiti agevolati per l’accesso al trattamento pensionistico dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. L’Istituto, con il messaggio n° 1201 del 16 marzo 2022,  ha comunicato precise scadenze per la richiesta propedeutica alla pensione anticipata.

Scadenza del 1° maggio!

Come spiega il sito Quifinanza.it, le nuove indicazioni Inps riguardano in particolare le domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, per i lavoratori che maturano i requisiti agevolati per l’accesso al trattamento pensionistico a partire dal prossimo anno. La presentazione dell’istanza deve avvenire entro il 1° maggio 2022 e può essere inviata anche dai lavoratori dipendenti del settore privato che hanno svolto lavori particolarmente faticosi e pesanti e che raggiungono il diritto alla pensione di anzianità con il cumulo della contribuzione versata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, secondo le regole previste per dette gestioni speciali.

I lavoratori che possono richiedere la pensione anticipata, riconosciuta a seguito dello svolgimento di particolari attività, ritenute gravose e/o pesanti, possono conseguire il trattamento se maturano i requisiti dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. Nel dettaglio, la pensione anticipata, in questi casi, spetta se in possesso di: un’anzianità contributiva di almeno 35 anni (utile per il diritto alla pensione di anzianità); un’età minima di 61 anni e 7 mesi (se lavoratori dipendenti) o di un’età minima di 62 anni e 7 mesi (se lavoratori autonomi).

Nel caso in cui la domanda venga presentata oltre i termini, e sempre che sia accertato il possesso dei requisiti prescritti, la decorrenza della pensione comporta il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato pari a: un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese; due mesi, per un ritardo della presentazione compreso tra un mese e due mesi superiore a un mese e inferiore a tre mesi; tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.

A fronte della domanda, l’Inps comunica al lavoratore interessato: l’accoglimento della richiesta, con indicazione della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico, qualora sia accertato il possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti e sia verificata la sussistenza della relativa copertura finanziaria; l’accertamento del possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, con differimento della decorrenza del trattamento pensionistico in ragione dell’insufficiente copertura finanziaria; in tal caso, la prima data utile per l’accesso al pensionamento viene indicata, con successiva comunicazione, in esito al monitoraggio di cui all’articolo 3 del decreto ministeriale 20 settembre 2011; oppure il rigetto della domanda, qualora sia accertato il mancato possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.

Ai contribuenti, che presentano domanda entro il 1° maggio 2022 e che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, l’Istituto comunicherà l’accoglimento della domanda con riserva, in quanto l’efficacia del provvedimento è subordinata all’accertamento dell’effettivo perfezionamento dei requisiti entro il 31 dicembre 2023.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Diritto.news