Esonero parziale dei contributi per autonomi e P. Iva, ecco le novità

Esonero parziale dei contributi per autonomi e P. Iva, ecco le novità

Dal 25 agosto, lavoratori autonomi e Partite Iva potranno inoltrare la domanda per non versare i contributi. In effetti la legge di Bilancio 2021 ha previsto l’esonero parziale dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle gestioni Inps e alle casse previdenziali professionali autonome.

Come spiega il sito del Corriere della Sera, per accedere alla misura occorre aver avuto un reddito fino a 50.000 euro nell’anno di imposizione 2019 e bisogna poter dimostrare di aver subito un calo del fatturato annuo nel 2020 di almeno il 33 per cento. Chi ha avviato l’attività nel 2020 ne beneficia a prescindere. Sono escluse le persone che hanno avviato l’attività dal 1° gennaio 2021 compreso.

L’esonero interessa anche chi non è al momento in regola con i contributi dato che la regolarità contributiva sarà verificata d’ufficio dagli enti preposti dal 1° novembre 2021. C’è tempo quindi per effettuare i versamenti dovuti entro il 31 ottobre 2021. Partite Iva e autonomi possono avere un esonero fino a 3000 euro, compatibilmente con le risorse a disposizione dell’INPS.

Limite massimo!

Il decreto specifica che l’esonero parziale spetta nel limite massimo individuale di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore autonomo o professionista. Mentre l’INPS precisa che l’esonero è riconosciuto nei limiti di spesa individuati nell’importo di 1.500 milioni di euro (un miliardo e mezzo). «In caso di superamento del limite di spesa, l’Istituto provvede, ai sensi del comma 9 del predetto articolo 2, a ridurre l’agevolazione individuale in misura proporzionale alla platea dei beneficiari». Perciò se ci saranno moltissime richieste la somma esonerata potrebbe diminuire.

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