Dopo le elezioni: il programma che attuerà la Meloni

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Andiamo a vedere che cosa c’è scritto nel programma di quaranta pagine di Fratelli d’Italia, intitolato ‘Pronti a risollevare l’Italia‘, nel quale si annuncia “l’immediata costituzione di un’unità di crisi su energia e caro bollette“, si punta ad aumentare gli “importi per l’assegno unico e universale” e a destinare maggiori risorse al Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie di lavoratori precari.

Flat tax e saldo e stralcio!

Come spiega il sito di Repubblica, nell’ambito dei fondi europei secondo il partito di Giorgia Meloni serve un “mirato aggiornamento del Pnrr alla luce della crisi scaturita dal conflitto in Ucraina e dall’aumento dei prezzi delle materie prime“. Sul piano del fisco, oltre alla flat tax, ecco la proposta per le cartelle in essere di un “saldo e stralcio fino a 3.000 euro per le persone in difficoltà e, per importi superiori, pagamento dell’intera imposta maggiorata del 5% in sostituzione di sanzioni e interessi, e rateizzazione automatica in dieci anni“.

No al Reddito di Cittadinanza!

Oltre a ciò FdI è per l’abolizione del Reddito di Cittadinanza, “metadone di Stato” come lo aveva definito Giorgia Meloni mesi fa. Fra le proposte contenute nel programma c’è l’istituzione del ‘Liceo del Made in Italy‘ “per dare qualità e prestigio al contesto lavorativo e culturale del Marchio Italia”. Sempre nell’ambito dell’istruzione, poi, si chiede di “avviare un confronto con il mondo della scuola al fine di verificare la praticabilità di ridurre di un anno il percorso di studio scolastico, a parità di monte ore totale, per consentire ai giovani italiani di diplomarsi a 17-18 anni, come già avviene in diversi Stati occidentali, e accedere così prima al percorso universitario o al mondo della formazione professionale e del lavoro“.

Prevista poi la riduzione delle tasse sul lavoro “attraverso il taglio strutturale del cuneo fiscale e contributivo, a vantaggio di lavoratori e imprese“; l’abolizione del Reddito di Cittadinanza “per introdurre un nuovo strumento che tuteli i soggetti privi di reddito, effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili”; “il ricalcolo, oltre un’elevata soglia, delle ‘pensioni d’oro’ che non corrispondono a contributi effettivamente versati”.

Niente obbligo vaccinale e green pass!

Nessun obbligo di vaccinazione contro il Covid-19, ma informazione, promozione e raccomandazione alla vaccinazione – si legge -, in particolare per fasce d’età a rischio e situazioni di fragilità. Piena libertà di scelta tra i vaccini autorizzati dall’Ema e dall’Aifa e richiami. Nessuna reintroduzione del green pass e possibilità di screening negli ambienti a rischio, a tutela dei soggetti fragili. Istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione medica ed economica della pandemia da Covid-19 nonché sulle reazioni avverse da vaccino“.

Nel capitolo sulla “difesa della libertà e della dignità di ognuno” si promette un “contrasto alla censura arbitraria dei social network e garanzia del rispetto della libera manifestazione del pensiero da parte delle grandi piattaforme di comunicazione”, e la tutela della “vita umana fin dal suo inizio”, la “lotta ad ogni forma di maternità surrogata“.

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