Pensioni, ultime novità: giovedì 20 gennaio 2022 riparte la trattativa Governo Sindacati

Pensione anticipata, domande entro il 1 marzo 2022. Scopriamo per quali categorie

A partire da giovedì 20 gennaio si svilupperà la trattativa fra Governo e Sindacati per un rifacimento condiviso della riforma Fornero sulle pensioni. Come spiega il sito dell’agenzia Adnkronos, dei tre tavoli tecnici convocati al ministero del Lavoro, il primo dovrebbe affrontare uno dei nodi più importanti: quello relativo ai giovani che entrando in un mercato del lavoro precario e frammentario non potranno usufruire di un tesoretto di contribuzione adeguata a garantirsi una pensione dignitosa.

In effetti questo argomento è da anni allo studio: la stessa proposta che Cgil, Cisl e Uil si apprestano a discutere, quella di una pensione di garanzia per i giovani, è stata già messa sul tavolo più volte con altri governi, senza esito. Anche in questa circostanza c’è il rischio che lo scontro politico, incentrato oggi sull’elezione del Presidente della Repubblica, possa influenzare il confronto in atto ma, al momento, il tavolo sulle pensioni è rimasto fuori dai round ‘congelati’ in attesa degli eventi. E dunque giovedì riflettori puntati sui giovani e sulle donne.

Le proposte per i giovani!

Per i giovani la proposta dei sindacati punta a introdurre una specie di ‘correttivo’ al calcolo del sistema contributivo per evitare gravi effetti sulle prestazioni pensionistiche che derivano dalle distorsioni del mercato del lavoro definendo per questo una ‘integrazione ad hoc’ degli assegni a fronte di pensioni insufficienti. L’integrazione, che scatterebbe dunque solo al momento del pensionamento e a beneficio esclusivo di chi si trovi in difficoltà, mira a garantire un assegno complessivo mensile “dignitoso”; le stime sempre circolate in questi anni hanno disegnato spesso un importo prossimo ai 1000 euro al mese da destinare unicamente a quelli con problemi di inadeguatezza della pensione.

Obiettivo donna!

All’ordine del giorno anche le donne. L’equiparazione dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia con quelli previsti per gli uomini restano al centro delle attenzioni di Cgil, Cisl e Uil per i quali le ‘carriere’ lavorative tra i sessi non sono equiparabili: gender gap e carichi familiari fanno la differenza. Per questo sarebbe necessario per i Sindacati prevedere soglie contributive d’accesso alla pensione compatibili con le condizioni delle donne. Non solo. Per riconoscere il lavoro di cura non retribuito che svolgono in famiglia, i Sindacarti chiedono il riconoscimento di dodici mesi di anticipo pensionistico per ogni figlio oltre alla valorizzazione, ai fini pensionistici, del lavoro di cura di persone disabili o non-autosufficienti in ambito familiare.

Flessibilità in uscita!

Resta tuttavia ancora fuori dal tavolo ogni riferimento al requisito di età o di contribuzione necessario per andare in pensione: il punto più caldo del pacchetto pensioni, infatti, quello sulla flessibilità in uscita, sarà analizzato solo in un round successivo al 20 gennaio da calendarizzare però, come garantito dal Governo, prima dell’incontro già fissato per il 7 febbraio prossimo, data in cui si farà un primo bilancio sul confronto in atto per valutare distanze e convergenze.

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