Pensioni, parte il tavolo Governo Sindacati. Le ultime novità

Pensioni, parte il tavolo Governo Sindacati. Le ultime novità

È partito il tavolo, fra Governo e Cgil Cisl e Uil, sulla riforma delle pensioni, convocato dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando facendo seguito alle decisioni prese nel vertice con il premier Draghi ed i Sindacati prima di Natale. Partecipa anche il ministro dell’Economia, Daniele Franco, Marco Leonardi per palazzo Chigi, e i leader sindacali, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Come spiega il sito dell’agenzia Adnkronos, l’obiettivo è trovare una via di uscita sostenibile, ma soprattutto strutturale dalla riforma Fornero dopo le modifiche apportate da diversi anni a questa parte. Il margine di tempo non è molto ampio; non solo l’uscita morbida da quota 100 ideata dall’esecutivo con quota 102 inserita nella legge finanziaria, scadrà a fine anno, ma Cgil, Cisl e Uil confidano in qualche indicazione preliminare del Governo già nel prossimo Def di metà aprile.

La determinazione di Cgil, Cisl e Uil!

Fanno parte dello scenario le preoccupazioni legate all’incertezza del quadro politico e il timore che la partita possa interrompersi prima del tempo; ma Cgil, Cisl e Uil appaiono determinati a portare a casa il risultato. I Sindacati riproporranno la piattaforma unitaria già presentata al Governo Conte, ma che non sembra aver perso di attualità.

La piattaforma sindacale!

Eccone i punti fondamentali: maggiore flessibilità in uscita e senza penalizzazioni, a partire dai 62 anni di età o con 41 anni di contributi; modifica dell’attuale meccanismo automatico di adeguamento delle condizioni pensionistiche alla speranza di vita; sostegno alle categorie più deboli, come disoccupati, invalidi, caregiver, lavori gravosi e usuranti; riconoscimento del lavoro di cura effettuato dalle donne con la possibilità di anticipare il pensionamento di dodici mesi per ogni figlio e la valorizzazione del lavoro svolto con persone disabili o non autosufficienti in ambito familiare; tutela previdenziale dei giovani dal lavoro spesso precari ma alle prese con un meccanismo di calcolo dell’assegno previdenziale esclusivamente contributivo per i quali studiare la possibilità di una pensione di garanzia; estensione della previdenza complementare.

Con ogni probabilità il primo passo del Governo sarà quello di selezionare d’intesa con i Dindacati un nuovo elenco dei lavori gravosi che consentiranno di accedere all’Ape sociale e dunque di andare in pensione a partire da 63 anni e 36 di contributi, alla luce delle ventisette nuove categorie, oltre alle quindici già previste dalla legge, individuate recentemente dalla Commissione Damiano.

Previdenza e assistenza!

Tutto da aggiornare invece il confronto relativo alla separazione tra previdenza e assistenza: la fumata nera arrivata dalla Commissione tecnica nei giorni scorsi infatti, che ha giudicato “non praticabile” la distinzione netta delle voci assistenziali da quelle previdenziali, chiesta decisamente dai Sindacati, rende ardua la ripresa della discussione su questo argomento.

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