Pensioni d’oro, la Lega annuncia contributo di solidarietà oltre i 4.500 euro

Pensioni d'oro, la Lega annuncia contributo di solidarietà oltre i 4.500 euro

I tecnici del governo sono al lavoro per mettere a punto il testo del disegno di legge di Bilancio che è stato approvato il 15 ottobre scorso dal Consiglio dei ministri, ma cui non è stato ancora presentato in Parlamento.

Pensioni d’oro, la Lega annuncia contributo di solidarietà oltre i 4.500 euro.

Per quanto riguarda le pensioni d’oro, i tagli scatteranno dal primo gennaio e la sforbiciata potrebbe arrivare anche al 20% dell’importo, riguarderà i trattamenti Inps che superano la soglia dei 4.500 euro netti al mese (90mila lordi all’anno). L’incasso previsto per le casse dello stato ammontano ad 1 miliardo di euro in tre anni. Potrebbero esserci brutte notizie anche per i pensionati che hanno un assegno superiore ai 2.000-2.500 euro mensili, in quanto potrebbe essere previsto lo stop alle rivalutazioni e all’adeguamento all’inflazione.

Riforma pensioni, spunta ipotesi di due finestre di uscita con quota 100 per i dipendenti pubblici.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria come viene riportato su il Messaggero “senza però il via libera dei due vicepremier, ha cominciato a studiare una rimodulazione di quota 100 per andare in pensione. Riducendo, a partire dagli statali, da quattro a due le finestre per andare in pensione il prossimo anno. Un intervento che potrebbe essere volto a ridurre la spesa per la riforma della legge Fornero il prossimo anno.”.

Per gli statali, dunque, le uscite potranno essere due all’anno (una ogni sei mesi), dimezzando così la potenziale platea – che ammonta a circa 150 mila lavoratori – dei dipendenti pubblici che potrebbero accedere nel 2019 a quota 100.

“La regola del preavviso di tre mesi dovrebbe valere per due anni – si legge sul Corriere – Così come quella del divieto di cumulo con redditi da lavoro che colpirà tutti coloro che sceglieranno «quota 100». Queste misure, unite al fatto che chi andrà in pensione anticipata, prenderà un assegno più leggero (fino al 20-25% nei casi estremi) scoraggerà una parte della platea potenziale (380 mila lavoratori dipendenti pubblici e privati) dall’avvalersi della facoltà di andare in pensione con «quota 100». Il che dovrebbe far sì che i 6,7 miliardi stanziati per l’anno prossimo basteranno a far fronte alla maggiore spesa.”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Diritto.news