Smart working nel pubblico impiego, le nuove linee guida

Dipendenti pubblici tra smart working e rientro in ufficio

Tutti gli uffici dove c’è lavoro statale sono stati raggiunti dalla direttiva sullo smart working che il titolare del dicastero per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha siglato nella giornata di ieri, venerdì 29 dicembre 2023. Questo viene a modificare in qualche modo la situazione che si era generata dopo la constatazione che a partire dal 2024 termina la possibilità di richiedere il lavoro agile agevolato per i dipendenti pubblici. Questa è la conseguenza del fatto che il decreto Milleproroghe portato avanti dall’esecutivo Meloni non ha in alcun modo prolungato le regole attuali. Ne consegue che i genitori di figli under 14 e i lavoratori fragili che lavorano nel settore pubblico avranno diritto a chiedere lo smart working agevolato soltanto fino al 31 dicembre 2023.

Una direttiva ad hoc che potrebbe tutelare i lavoratori!

Invece, a partire dal 2024, le richieste dovranno far parte dei piani di organizzazione strutturati dalle singole amministrazioni pubbliche. E allora questa direttiva ad hoc del ministero della Pubblica amministrazione contiene elementi di ulteriore tutela. In effetti essa ribadisce che lo smart working nel pubblico impiego è normato da accordi individuali, che individuano nel dettaglio obiettivi e modalità personalizzate dell’andamento della prestazione di lavoro. In particolare, per i cosiddetti lavoratori fragili, il superamento della situazione pandemica, la configurazione consolidata del contratto collettivo e il controllo da parte delle amministrazioni, dell’elemento dello smart working come strumento di flessibilità mirato alla produttività e ai bisogni dei lavoratori, ha indotto a pensare come superata l’esigenza di prolungare ancora i termini di legge che ne fissavano l’obbligatorietà.

Un’attenzione per chi ha gravi e urgenti problemi!

La cura per i lavoratori più esposti a situazioni di rischio per la salute, in ogni caso, non è annullata: in effetti la direttiva sottolinea la garanzia ai lavoratori che presentano “gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari” lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità smart, “anche derogando al criterio della prevalenza dello svolgimento della prestazione lavorativa in presenza”. Nel contesto della strutturazione di ogni amministrazione, sarà dunque compito di ogni dirigente trovare i provvedimenti organizzativi utili in tal senso, per mezzo di appropriate previsioni nel contesto degli accordi individuali.

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