Sergio Mattarella, il discorso di fine anno 2023

Elezione del Capo dello Stato: elettori e schieramenti

Il presidente Sergio Mattarella ha iniziato il suo nono discorso di fine anno passeggiando. Il tutto è durato circa diciassette minuti. Dalle parole del Capo dello Stato emerge un invito a non lasciarsi sopraffare dall’indifferenza. Questo messaggio di fine anno si è incentrato anche sul sentimento dell’unità, che è il pilastro della nostra Repubblica. Rivolgendosi a tutti i cittadini, Mattarella ha detto che “Possiamo dare tutti qualcosa alla nostra Italia”. Oltre a ciò, certe parole dette con la tenerezza e la dolcezza di un padre, “cari ragazzi l’amore non è possesso. L’amore, quello vero, è rispetto e dono gratuito”.

Il tema della guerra e della violenza!

E dunque alle 20:30 in punto a reti televisive unificate, il Presidente è intervenuto nelle case dei cittadini della Repubblica riuniti per celebrare la notte di San Silvestro. Egli ha fatto un bilancio del 2023 e un discorso augurale per il 2024. L’elemento di partenza è stato la guerra, in Ucraina e in Medio Oriente, con la sua generazione odio. Il Capo dello Stato ha risposto alla domanda da dove nasca. “Nasce da quel che c’è nell’animo degli uomini, dagli atteggiamenti di violenza e sopraffazione. Indispensabile fare spazio alla cultura della pace, il più urgente esercizio di realismo”.

L’amore non è possesso, è dono gratuito!

In seguito, la riflessione del Presidente è andata avanti sempre sul tema della violenza, che è un problema condiziona anche per la vita di tutti i giorni. “Penso a quella più odiosa sulle donne. Vorrei rivolgermi ai più giovani. Cari ragazzi, ve lo dico con parole semplici: l’amore non è egoismo, possesso, dominio, malinteso orgoglio. L’amore, quello vero, è ben più che rispetto: è dono, gratuità, sensibilità”.

L’aggressività con chi è identificato come nemico!

Continuando il discorso su altre forme di violenza, Mattarella si è soffermato su quelle verbali. “Penso alla pessima tendenza di identificare avversari o addirittura nemici. Verso i quali praticare forme di aggressività. Anche attraverso le accuse più gravi e infondate. Spesso, travolgendo il confine che separa il vero dal falso. Queste modalità aggravano la difficoltà di occuparsi efficacemente dei problemi e delle emergenze che, cittadini e famiglie, devono affrontare, giorno per giorno”. Questa esortazione, indirizzata a chi detiene ruoli istituzionali, politici ed esecutivi, ha chiuso il discorso del Capo dello Stato. 

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