Scuole elementari, tornano i giudizi in pagella

scuola2-min

A soltanto tre anni di distanza dall’ultima riforma relativa alla valutazione nelle scuole elementari, l’esecutivo ha stabilito di ritornare ai cosiddetti giudizi sintetici: insufficiente, sufficiente, discreto, buono e ottimo, che avevano fatto la loro comparsa nelle pagelle alla fine degli anni Settanta per essere poi sostituiti dai voti, dalle lettere e dai nuovi livelli «in via di apprendimento», «base», «intermedio», «avanzato», che nel momento attuale sono stati messi fortemente in discussione.

I commenti di Valditara e Frassinetti!

A proposito di questo intento di cambiare e tornare ai giudizi sintetici Paola Frassinetti, sottosegretaria allʼIstruzione ha dichiarato che esso “ci viene dallʼascolto dei genitori, anche quelli stranieri, che non capiscono ʼbase, avanzato, intermedioʼ. Io credo che ʼbuono, ottimo, sufficienteʼ siano molto più comprensibili. Non abbiamo bisogno di nascondere le valutazioni, le quali devono essere chiare e accompagnate da giudizi descrittivi”. Sulla stessa lunghezza d’onda il commento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: “Abbiamo deciso di tornare, dal prossimo anno scolastico, a formule comprensibili al posto di quelle astruse introdotte di recente. Come fa un genitore o un bambino a capire che ‘in via di prima acquisizione’ vuol dire insufficiente? È una questione di chiarezza”.

Per una scuola che non lasci indietro nessuno!

Aggiunge poi la Frassinetti: “Essendoci tante criticità, abbiamo deciso di tornare a un giudizio più comprensibile. La scuola non è una gara tra studenti, ma serve a valutare le capacità dei singoli, ci sarà sempre chi è più bravo e chi meno ma bisogna, con serenità, capire che il percorso scolastico ha delle difficoltà; e chi ha più difficoltà deve essere più aiutato. Questa è una scuola che include e non lascia indietro nessuno”.

Perplessità di alcuni pedagogisti!

Inoltre Valditara ha dichiarato che: “Stiamo valutando se sia utile aggiungere la possibilità di mettere gravemente insufficiente“. Tale formulazione non sarebbe fraintesa dal bambino, anche dal più piccolo, ma potrebbe “tramortirlo”. Questo è il pensiero del pedagogista Raffaele Mantegazza che ha sottoscritto con il collega Daniele Novara e con il maestro Alex Corlazzoli un appello per domandare all’esecutivo di bloccare quello che considera un “colpo di mano” e aprire una momento di confronto. “Non dico che il sistema dei livelli non andasse perfezionato. Ma che senso ha anticipare alle elementari i due e i tre delle superiori che già creano ansia ai più grandi?“.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Diritto.news

Informazioni sull'autore