Scuola, ultime novità: le linee guida per il ritorno!

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«Il protocollo è nazionale ma Regioni e scuole possono applicarlo in autonomia. Eravamo consapevoli che a livello locale non tutti si sarebbero comportati allo stesso modo». Non si meraviglia delle differenti interpretazioni delle linee guida sulla gestione del Covidcoronavirus, Paolo D’Ancona, medico epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità. E, come riporta il sito web del Corriere della Sera, chiarisce:«Le differenze tra gli istituti esistono come ce ne sono tra i dipartimenti di prevenzione delle Asl cui ciascuna struttura fa riferimento per la gestione dei casi».

Così continua l’epidemiologo: «La misura della quarantena non può essere la stessa applicata automaticamente per tutti gli studenti e i professori e deve passare attraverso la valutazione della Asl. La verifica sul campo è fondamentale perché entrano in gioco diversi fattori. Se il plesso è di più piani impedisce che gli studenti vengano mischiati e dunque limita la possibilità dei contatti stretti. Se c’è una disposizione su un piano il rischio di contagio potrebbe essere maggiore».

Casi sospetti: è la ASL a dover decidere!

«La scuola ha completa indipendenza nell’organizzazione degli spazi e della distribuzione delle attività ma sulla gestione dei casi sospetti e positivi deve decidere la Asl. Il nostro documento individua la presenza di un referente scolastico che fa da portavoce e da raccordo. Ma le scelte sulla salute sono a carico dei sistema sanitario. Pensiamo ai test. Se in classe viene segnalato un ragazzo sospetto, lo screening potrebbe essere limitato alla sola classe oppure all’intera scuola. Come vede le iniziative da prendere non sono riassumibili in un unico protocollo».

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