Salario minimo: le dichiarazioni di Luigi Di Maio

Salario minimo: le dichiarazioni di Luigi Di Maio

Il Ministro del lavoro Luigi Di Maio ha parlato di salario minimo e di lavoro in un post scritto dopo aver letto  l’intervista del vice presidente di Confindustria Maurizio Stirpe. “Intanto fatemi dire che è già un bene che si inizi a parlare, finalmente, di diritti dei lavoratori”, ha dichiarato Di Maio. “Possiamo invece dire di essere tornati a parlare di dignità del lavoratore, il che, lo ripeto, lo considero un grande passo avanti compiuto grazie al lavoro del MoVimento 5 Stelle e di una proposta di legge che, oltre ad aver inserito nel contratto di governo, abbiamo già presentato in Parlamento”, ha aggiunto.

“Dunque il primo dato è questo: il salario minimo si farà, perché è nel contratto! E perché già esiste in molti Paesi europei! Il secondo dato è la proposta: nella legge Catalfo (M5S) prevediamo di fissare per legge una soglia di almeno 9 euro lordi l’ora al di sotto della quale non si può scendere. In sostanza, contratti da 3 o 4 euro l’ora come se ne vedono oggi non saranno più consentiti, perché 3 o 4 euro l’ora non è lavoro, è schiavitù”, ha dichiarato il vice Premier.

Basse retribuzioni per tamponare le difficoltà economiche

“Chi attualmente accetta simili retribuzioni è perché non ha alternative, perché è in serie difficoltà economiche e c’è chi se ne approfitta. Fortunatamente ci sono però anche migliaia di piccoli, medi e grandi imprenditori che i propri dipendenti non li sottopagano, anzi, li difendono. Alcuni li trattano come fossero dei figli e a queste persone va il mio profondo riconoscimento e quello di tutto il governo”, ha precisato Di Maio.

Apertura al confronto

“Non apriamo scontri, apriamo un confronto sano invece per trovare un punto di caduta che, principalmente, abbia lo scopo di restituire dignità ai lavoratori e arginare ogni proposta indecente al limite della schiavitù. Un confronto che porti anche a premiare quegli imprenditori onesti che con il loro sudore portano avanti la nostra economia. Se remiamo tutti nella stessa direzione arriviamo prima! E arriva prima il Paese! I prossimi obiettivi: giù le tasse e stipendi dignitosi”, ha concluso il Ministro

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