Rivalutazione delle pensioni: la denuncia dello Spi-Cgil

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“Ci hanno detto che non era vero, che erano pochi spiccioli, che eravamo degli avari. In questi giorni i pensionati stanno scoprendo l’amara realtà. Il taglio c’è eccome. Si perdono da 44 fino a oltre i 1.500 euro in tre anni. Il governo ci ha scambiati per il suo bancomat. E a giugno si prendono anche il conguaglio. È arrivato il momento di dire basta!”, ha dichiarato Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi-Cgil, a proposito del nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni, introdotto con la Legge di Bilancio 2019.

“Dal 1° aprile è entrato in vigore il nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni introdotto dall’ultima legge di bilancio. In questo modo il governo riduce la pensione a 5,5 milioni di pensionati per un totale di 3,5 miliardi di euro in tre anni. Si va da una perdita di 44 euro per chi ha una pensione da 1.200 euro al mese fino a oltre 1.500 per chi ne ha una da 2mila”, segnala il sindacato pensionati.

Un vero e proprio taglio

Secondo lo Spi-Cgil:”Si tratta di un vero e proprio taglio anche se il governo ha più volte detto che non era vero, che si trattava solo di pochi spiccioli e che i pensionati erano degli avari. Come se non bastasse da giugno dovrebbe inoltre scattare il conguaglio. I pensionati dovranno quindi restituire una parte della rivalutazione che hanno ricevuto da gennaio fino a marzo, che era stata calcolata con un altro meccanismo di rivalutazione”.

L’analisi dello Spi-Cgil

Lo Spi-Cgil ha redatto una tabella riassuntiva degli importi e delle decurtazioni, sia su base annua, che sul triennio di validità del nuovo meccanismo di rivalutazione entrato in vigore con la legge di Bilancio 2019.

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