Riforma pensioni: soluzioni per le pensioni basse

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Il Centro Studi Itinerari Previdenziali nell’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate 2019 “Sostenibilità della spesa pubblica per pensioni in un’ipotesi alternativa di sviluppo” ha formulato delle proposte per le pensioni basse, cioè per quei trattamenti che, nonostante siano maturati attraverso la contribuzione nel corso della vita lavorativa, non raggiungono un livello di adeguatezza socialmente accettabile.

Per Itinerari Previdenziali occorre prendere in seria considerazione l’introduzione di dispositivi che affrontino la questione. “Il problema riguarda soprattutto i lavoratori che avranno la pensione calcolata interamente con il metodo contributivo (i misti e i retributivi hanno già meccanismi di integrazione a fine carriera che sono “l’integrazione al trattamento minimo” oggi pari a 513,01 euro al mese per 13 mensilità o la maggiorazione sociale pari a 636 euro al mese per 13 mensilità e che potrebbero essere previsti, con una semplice norma peraltro equitativa tra generazioni, anche per i contributivi puri)”, afferma il Centro Studi.

Introduzione di una pensione minima

Oltre all’estensione anche a questi lavoratori degli istituti sopra citati che tuttavia dovranno essere abbinati a forme di controllo fiscale sia durante che dopo la vita lavorativa, si potrebbero pensare altre forme per rendere più efficace e robusto l’attuale “assegno sociale” previsto dalla Legge Dini e per evitare comportamenti opportunistici che sono un punto debole dei meccanismi di integrazione della pensione, attraverso l’istituzione di una “pensione minima”, erogabile a fine carriera, vincolata e graduata alla durata in anni della contribuzione”, chiarisce Itinerari Previdenziali.

I sistemi di “matching contribution”

Per Itinerari Previdenziali sarebbero da approfondire “anche i sistemi cosiddetti di “matching contribution” che, a fronte di livelli di involontaria contribuzione bassa o nulla, prevedono una integrazione a carico della fiscalità generale nel corso della carriera lavorativa per rafforzare la costituzione del montante contributivo e, quindi, del credito pensionistico individuale. Quest’ultima forma di sostegno alle pensioni basse avrebbe il vantaggio di incentivare l’emersione del lavoro irregolare”.

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