Riforma Pensioni, rischio esodo dalla scuola alla sanità con introduzione di quota 100

Riforma Pensioni, rischio esodo dalla scuola alla sanità con introduzione di quota 100

Le novità principali della Nota di aggiornamento del Def relative alla riforma delle pensioni riguardano l’introduzione della cosiddetta quota 100, ma bisognerà attendere la legge di bilancio per la valutazione della misura.

Riforma pensioni, introduzione di quota 100 in manovra rischio esodo dalla scuola alla sanità.

Con la Quota 100 saranno richiesti almeno 62 anni e 38 anni di contributi per andare in pensione. Secondo il sindacato Anaao Assomed, l’uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari. Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, andranno in pensione circa 70 mila tra medici e dirigenti medici.

Per quanto riguarda la scuola, secondo le stime della Cisl scuola, considerando solamente i docenti che sono di ruolo, e le 21mila uscite già “programmate” in base alla legge Fornero per il 2019, «potrebbero esserci tra i 6mila e i 20mila insegnanti che matureranno i requisiti della quota cento – ha spiegato il segretario generale Lena Gissi -: i 20mila sono stimati tenendo conto anche di chi ha maturato anni di anzianità prima dell’immissione in ruolo». Il ricambio riguarderà una parte della platea di circa 765mila posti in servizio di ruolo, «a cui se ne aggiungono circa 120mila coperti con le supplenze».

A preoccupare è il turnover che come sottolineano i sindacati, ci sarà il rischio di allargare i buchi in organico, soprattutto al Nord e per certe specializzazioni come insegnanti di sostegno e docenti di matematica. «Già quest’anno – ha evidenziato Lena Gissi – su 57mila posti da coprire, ci sono state 25mila assunzioni con docenti di ruolo, mentre 32mila risultano scoperti per esaurimento delle graduatorie».

In attesa che vengano presto banditi i due concorsi previsti dal decreto legislativo 59 del 2017. Il segretario generale della Cisl scuola, Lena Gissi, ha chiesto un «piano straordinario di assunzioni in tempi rapidi, altrimenti si rischia di creare ulteriore precarietà».

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