Riforma pensioni, introduzione quota 100 con 62 anni e rinvio al 2020 di Quota 41

Riforma pensioni, introduzione quota 100 con 62 anni e rinvio al 2020 di Quota 41

Dal 2019 chi avrà maturato 38 anni di contributi e ha compiuto 62 anni, potrà lasciare il lavoro. Rinviata, invece, al 2020 l’uscita dal lavoro con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

In pensione con quota 100 a 62 anni e 38 anni di contributi.

La quota 100 sarà, come hanno confermato sia il vicepremier Matteo Salvini che il sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon, senza tagli. Dunque, nessun ricalcolo col contributivo dal 1996, e nessun taglio dell’1.5% per ogni anno di anticipo rispetto alla legge Fornero.

L’unico paletto inserito è quello che Per andare in pensione con la quota 100, infatti, occorre un’età minima di 62 anni e nel contempo almeno 38 anni di contributi. Dato che i 38 anni di contributi saranno vincolanti, la quota 100 per alcuni potrebbe sforare. Infatti, ad esempio, chi ha 63 anni non potrà andare con 37 anni di contributi anche se la somma tra età e contributi equivale a 100, ma dovrà andarci con quota 101 (63+38). A 64 salirà a 102 e così via.

Il Governo – come riportato su il Messaggero – sta studiando le tempistiche di entrata in vigore della misura per capire se la domanda di pensione anticipata quota 100 potrà essere presentata dai lavoratori che intendono usufruire di questa misura già da gennaio oppure se si dovrà attendere marzo.

«Grazie a questa riforma», come ha spiegato il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, «il prossimo anno andranno in pensione 400 mila persone». L’idea è quella di un ricambio generazionale nel mondo del lavoro, per questo sono state eliminate le penalizzazioni inizialmente ipotizzate, per favorire l’uscita degli anziani e l’ingresso dei giovani. Ma la misura costerà all’incirca 8-8.5 miliardi. Tra le altre misure allo studio – spiega Durigon – anche lo stop dell’adeguamento automatico dell’età della pensione in base all’aumento dell’aspettativa di vita, che permetterebbe dunque di continuare a pensionarsi, anche dal 2019, con 66 e 7 mesi per le Pensioni di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 1 in meno per le donne, per quelle di anzianità.

Riforma pensioni: rinvio di Quota 41 nel 2020.

Secondo quanto riportato dal quotidiano  Repubblica, dopo un incontro avuto con una delegazione di lavoratori precoci, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, si sarebbe convinto che è opportuno una riforma delle pensioni che abbia come obiettivo finale quello della Quota 41.

Ma nella Nota di aggiornamento del Def non viene fatto nessun riferimento alla possibilità di andare in pensione dopo 41 anni di contributi indipendentemente dall’età. Dunque, sarà rinviata al 2020 la discussione sulla quota 41. Costi troppo alti per includerla gia in questa manovra.

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