Reddito di cittadinanza, si può arrotondare con il lavoro nei campi, ecco come!

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I beneficiari del reddito di cittadinanza possono guadagnare più soldi nella circostanza in cui decidano di lavorare anche nei campi. Secondo il sito del Giornale di Sicilia, è questa la novità prevista dall’articolo 94 del Decreto Rilancio, la cui finalità è quella della promozione del lavoro nei campi, un settore che al momento attuale presenta la più grande offerta.

“In relazione all’emergenza epidemiologica i percettori di ammortizzatori sociali […] di Naspi, DIS-COLL e del reddito di cittadinanza – si legge nel decreto, citato dal sito del GdS – possono stipulare con i datori di lavoro del settore agricolo dei contratti a termine non superiori a trenta giorni, rinnovabili per ulteriori trenta giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti”.

Comunicare la nuova attività entro trenta giorni!

Com’è noto, il reddito di cittadinanza viene computato in base al reddito del nucleo familiare del percettore e viene erogato ogni mese. Se il beneficiario dovesse iniziare un nuovo lavoro, ha l’obbligo di darne comunicazione all’INPS tramite il modulo Esteso (SR181) entro trenta giorni dall’inizio della nuova attività. Ciò permette di ricalcolare l’importo del sussidio.

Il lavoro nei campi si può cumulare con il reddito di cittadinanza!

In tal caso, ovviamente, è prevista una riduzione del reddito di cittadinanza e, in certi casi, anche la sospensione. Ma questo non vale per chi decide di avviarsi al lavoro dei campi per il quale il Decreto Rilancio prevede che lo stipendio ricevuto per questo tipo di attività possa essere cumulato con il sussidio, senza alcuna riduzione. Al contrario, viene consentito un incremento del reddito familiare!

I limiti della cumulabilità!

Tuttavia la possibilità di cumulare il reddito di cittadinanza con lo stipendio del lavoro dei campi non esiste sempre: essa presenta dei limiti. In effetti, come spiega il corrispondente articolo del Decreto Rilancio, il contratto di lavoro per prestazione agricola deve avere un limite di tempo di trenta giorni, prorogabile per altri trenta giorni e lo stipendio non deve mai superare la somma di duemila euro.

Facciamo un esempio: se lo stipendio del primo contratto ammonta a novecento euro e viene rinnovato per un altro mese, raggiungerebbe la somma di 1800 euro, e ciò non comporterebbe alcuna riduzione del reddito di cittadinanza. Se, però, venisse stipulato un nuovo contratto per il terzo mese la soglia consentita verrebbe superata e quindi il beneficiario del reddito di cittadinanza sarebbe obbligato a comunicarlo all’INPS con il modulo Esteso e la relativa riduzione del sussidio. Una analoga situazione si presenterebbe a ogni superamento della soglia dei duemila euro.

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