Pensioni, verso la generalizzazione del sistema contributivo

Pensioni, prende corpo l’ipotesi Quota 92!

A livello di pensioni l’esecutivo ha rallentato le operazioni dopo la riproposizione di una variante penalizzata Quota 103. Comunque l’intento è quello di una riforma organica, uno scopo che il governo vuol portare a compimento entro la fine della legislatura. Infatti nella sua conferenza di fine-inizio anno, Giorgia Meloni ha detto: “La riforma previdenziale va costruita con equilibrio: il sistema migliore possibile ma uguale per tutti”. L’idea è quella di razionalizzare le varie regole, che in più di un caso differenziano soprattutto le uscite anticipate.

L’uso a tutto campo del metodo contributivo!

Evidente l’intento per questa riforma di adottare a livello generalizzato il metodo contributivo, adatto a qualsiasi uscita dal lavoro prima dei limiti di vecchiaia. C’è oltre a ciò l’intenzione di assicurare maggiore copertura previdenziale ai giovani, dando una forte spinta alla previdenza integrativa, che, per il momento, è rimasta priva di nuove agevolazioni a motivo delle scarse risorse.

Prolungamento di Quota 103?

Resta in qualche modo da chiarire quello che avverrà nel 2025. Supposto che non sarà ancora realizzata la riforma o, in alternativa, non verrà adottata Quota 41 sulla quale Salvini continua a insistere, Palazzo Chigi dovrà scegliere se confermare ancora per dodici mesi Quota 103 nell’attuale configurazione o passare a Quota 104, opzione che è già emersa nelle prime bozze della corrente Manovra.

Le obiezioni di Cgil e Uil!

Nel più recente fascicolo della Ragioneria Generale dello Stato sulla previdenza si valuta che nel 2040 la spesa per pensioni peserà per il 17% sul Pil. Allo stato attuale il bilancio preventivo 2024 dell’Inps indica per il prossimo anno uscite a carico dell’Istituto per prestazioni pensionistiche per 310,7 miliardi, in crescita del 5,19% sul 2023. Cambiando argomento, va detto che Giorgia Meloni ha ribadito che l’argomento previdenziale va affrontato con l’interlocuzione delle parti sociali. Tale invito è stato raccolto dalla Cisl, tuttavia Cgil e Uil sollevano delle obiezioni, dal momento che gli incontri del 2023 non hanno prodotto alcuna risposta valida e consistente.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Diritto.news

Informazioni sull'autore