Pensioni Quota 100 Rosa: la proposta del CODS

Pensioni e Legge di Bilancio 2018: deroga all'innalzamento dell'età pensionabile

L’amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, Orietta Armiliato, dopo aver preso atto del numero di domande presentate dalle donne per accedere alle pensioni anticipate in regime di Quota 100 al 6 settembre 2019,  risultanti meno di un terzo delle domande totali presentate, essendo 45.680 su 175.995 complessive, ha proposto di modificare per le donne i requisiti di accesso alla misura, lasciando invariata l’età anagrafica oggi imposta ovvero 62 anni ma, andando a diminuire l’ammontare degli anni di contribuzioni necessari da 38 come da legge vigente a 36, “proprio in funzione dell’evidente difficoltà delle lavoratrici di raggiungere la soglia di versamenti richiesta, in virtù del riconoscimento e della valorizzazione del “lavoro di cura”.

In questo modo potrebbero andare in pensione anticipatamente le lavoratrici in possesso di 62 anni d’età e 36 di anzianità contributiva.  “62 + 36, ad oggi, sarebbe addirittura migliorativa rispetto alle vecchie quote del regime Prodi gravate delle AdV Sacconi. Non sarebbe il tutto ma sarebbe comunque un passo concreto nella direzione di una previdenza più equa”, ha dichiarato Luigi Metassi, amministratore del Comitato “Esodati, Licenziati e Cessati”.

Quota 100 non è una misura per le donne

“Giacché si ribadisce in ogni occasione quando si tratta il tema pensionistico, quanto sia necessaria una riforma previdenziale che garantisca flessibilità in uscita dal mondo del lavoro dopo i 62 anni e che preveda interventi che tengano conto delle condizioni delle donne costrette a doversi sobbarcare gli oneri derivanti del lavoro domestico o lavoro di cura che di si voglia, addizionato a quello esterno e che genera carriere discontinue, motivo che non consente loro il raggiungimento dei requisiti contributivi necessari al pensionamento, concludo quindi, sottolineando nuovamente, come un numero evidentemente troppo esiguo di lavoratrici abbia potuto aderire al pensionamento via Quota 100, senza che questo non sia funzionale a porre interrogativi che necessitano di una presa di coscienza e dunque di un approfondimento della tematica che ne prospetti un’immediata soluzione”, ha osservato Armiliato nel presentare la proposta del CODS, che dovrebbe affiancare Opzione donna.

Risorse per la flessibilità al femminile

L’amministratrice del CODS ha riportato le parole di  Ezio Cigna, responsabile previdenza pubblica della Cgil a commento dei  risultati dell’analisi della Cgil e dell’osservatorio Previdenza della Fondazione di Vittorio, effettuata su Quota 100: “Avremo un risparmio considerevole rispetto alle risorse stanziate in legge di Bilancio.Nel triennio verranno risparmiati 9 miliardi e 615 milioni (2 mld 258 mln nel 2019; 3 mld 924 mln nel 2020; 3 mld e 432 mln nel 2021). Tale risparmio sarà dovuto a un coinvolgimento di solo il 35% della platea  stimata dal precedente Governo, ossia 341.266 anziché 973mila”. Tali risorse potrebbero essere utilizzate per finanziare interventi di flessibilità rivolti alle donne, essendosi rivelata inadeguata, per quest’ultime, Quota 100.

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