Pensioni, allarme del sindacato medici: con quota 100 ospedali rischiano di svuotarsi all’improvviso

Pensioni, allarme del sindacato medici: con quota 100 ospedali rischiano di svuotarsi all’improvviso

Introduzione della Quota 100 in manovra, potrebbe creare dei problemi alla Sanità pubblica. A lanciare l’allarme è il sindacato dei medici Anaao Assomed, che sulla base di uno studio sulle ricadute della riforma delle pensioni sul Sistema sanitario nazionale.

Pensioni, con quota 100 via circa 70 mila medici e dirigenti medici.

Secondo il sindacato Anaao Assomed, l’uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari. Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, andranno in pensione circa 70 mila tra medici e dirigenti medici.

“Superato lo scalone previdenziale creato dalla Fornero – si legge nell’analisi –, i medici e i dirigenti sanitari abbandonano il lavoro con una età media di 65 anni, grazie anche ai riscatti degli anni di laurea e specializzazione. La riforma prevista dall’attuale governo determinerà in un solo anno l’acquisizione del diritto al pensionamento di ben 4 scaglioni. Diritto che verrà largamente esercitato visto il disagio lavorativo per la riduzione dell’organico”.

A peggiorare la situazione, dicono da Anaao Assomed, è il fatto che non basteranno i giovani neo specialisti a sostituire gli ospedalieri in uscita. “Ma soprattutto – aggiungono – è a rischio la qualità generale del sistema, perché i processi previdenziali saranno così rapidi e drastici da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica”.

Nella nota diffusa dal sindacato vi è anche l’appello all’esecutivo gialloverde: “Non è più sufficiente garantire che non ci saranno tagli né taglietti per la Sanità. Chi ha responsabilità di governo ha il dovere etico di spiegare come intende affrontare il fenomeno descritto, sia ai colleghi che rimarranno al lavoro in condizioni organizzative sempre più precarie, sia ai cittadini che hanno diritto a cure tempestive, di qualità e sicure”.

“Occorrono – continua – risorse per incentivare la permanenza al lavoro e tempi rapidi per rinnovare un contratto che rappresenta una formidabile leva per affrontare l’organizzazione dei servizi, le tutele dei medici e dei cittadini. Manca da troppi anni e gli effetti nefasti di questa estrema disintermediazione sono sotto gli occhi di tutti”.“

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