Pensioni adeguate all’inflazione a partire dal 2024

Pensioni, le novità su alcune ipotesi di riforma

A partire dal mese di gennaio 2024 le pensioni aumenteranno un poco, anche se non nella medesima misura per ciascuno. In effetti l’esecutivo ha stabilito per il prossimo anno l’adeguamento all’inflazione al 5,4%. Tuttavia in virtù del meccanismo a fasce che assicura la perfetta perequazione solo alle pensioni fino a circa 2.200 euro, gli incrementi saranno diversificati, fino a toccare un massimo di 130 euro nelle fasce in cui si trova la maggioranza dei pensionati.

Un decreto di Giorgetti e Calderone!

La percentuale con la quale verranno rivalutate le pensioni nel 2024, è fissata da un decreto firmato dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, in sinergia con la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone. Ricapitolando, il nuovo quadro messo in uso lo scorso anno per indicizzare le pensioni assicura l’adeguamento al 100% solo per le pensioni fino a quattro volte il minimo. E il minimo è fissato per il 2023 a 563,74 euro, ma ad esso va aggiunto lo 0,8% di differenza tra l’inflazione recuperata quest’anno, 7,3%, e quella effettiva registrata nel 2022, 8,1%.

Aumenti fino a 130 euro!

Concludendo il discorso sull’indicizzazione, va detto che per le pensioni superiori a quanto sopra, l’adeguamento sarà solo parziale: dall’85% fino al 22% degli emolumenti più ricchi. La percentuale si riduce così al 4,59% per gli assegni fra quattro e cinque volte il minimo, da 2.200 a 2.800 euro, per incrementi fino a 130 euro; fino a ridursi all’1,18% per gli assegni più ricchi, quelli sopra i 5.600 euro, con aumenti a partire da 67 euro.

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