Pensioni 2023, le istruzioni INPS per l’aumento delle minime

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L’INPS ha diffuso la comunicazione delle istruzioni che concernono l’aumento delle pensioni minime 2023. Attraverso il messaggio del 22 giugno 2023 si può constatare che c’è la conferma del fatto che, sulla mensilità di luglio 2023, viene erogata d’ufficio una maggiorazione degli importi, che comprende anche gli arretrati. L’aumento compete ai titolari di assegno pensionistico pari o inferiore al trattamento minimo INPS. Si tratta di un aumento riconosciuto da gennaio 2023 a dicembre 2024, inclusa la tredicesima mensilità.

Nel cedolino di luglio 2023 gli incrementi!

Ne consegue che nel cedolino di luglio 2023 i percettori ricevono l’importo minimo della pensione incrementato più gli arretrati non ancora corrisposti. L’aumento spetta solo sulle pensioni pagate dall’INPS e non viene erogato sulle pensioni gestite da Enti diversi dall’Istituto. Per la verifica del diritto al beneficio sono prese in considerazione le pensioni assoggettabili a IRPEF, memorizzate nel Casellario Centrale delle Pensioni, erogate da Enti diversi dall’INPS per i quali è indicata l’assoggettabilità al regime della perequazione cumulata, o erogate dall’INPS.

A quanto corrispondono gli aumenti delle pensioni!

Come abbiamo visto sopra, l’importo aumentato delle pensioni viene corrisposto sulla mensilità di luglio 2023, d’ufficio con una maggiorazione degli importi, comprensiva degli arretrati. Spetta per il periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2024. Per le pensioni la cui decorrenza si colloca fra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2024 l’incremento spetta dalla data di decorrenza della pensione. L’INPS precisa che per l‘anno 2023, l’incremento è pari al + 1,5% per i soggetti infrasettantacinquenni; + 6,4% per i soggetti ultrasettantacinquenni. Per l’anno 2024, l’incremento è pari al 2,7% senza distinzione di età.

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