Manovra, i possibili ritocchi su quota 100 e reddito di cittadinanza

Manovra, i possibili ritocchi su quota 100 e reddito di cittadinanza

Continua la trattativa con l’Ue dopo la bocciatura della manovra italiana e l’apertura della procedura d’infrazione porta alle prime possibili modifiche della manovra. I tecnici del governo sono al lavoro sui i possibili ritocchi sulle principali due misure, quota 100 e reddito di cittadinanza che dovrebbero essere rimodulate consentendo di risparmiare tra 3 e 4 miliardi da destinare alla riduzione del deficit.

Per quanto riguarda la quota 100, per il superamento della Fornero, non partirà prima della primavera, in quanto la prima finestra di accesso sarà fissata solamente ad aprile. Quindi, coloro che matureranno i requisiti 62 anni e 38 anni di contributi da gennaio 2019 (o anche chi li ha già maturati nei mesi precedenti) dovrà aspettare il mese di aprile. Le altre due finestre di accesso dovrebbero essere in programma per luglio ed ottobre 2019, mentre coloro che matureranno i requisiti tra ottobre e dicembre dovranno attendere fino a gennaio 2020 per andare in pensione con quota 100.

Quota 100 e Reddito di cittadinanza, ecco i possibili ritocchi ipotizzati dal governo

Per quanto corcerne le finestre di accesso dei dipendenti pubblici, potrebbero avere un distacco di sei mesi l’una dall’altra. Un altro paletto della quota 100 riguarda il divieto di cumulo reddito-pensioni. Coloro che andranno in pensione con quota 100 non potrà riprendere a lavorare. Questo vincolo viene meno se si esce dal lavoro al raggiungimento della pensione di vecchiaia, ovvero a 67 anni.

Inoltre, ci saranno anche dei limiti nei 38 anni, richiesti per andare in pensione in anticipo, in quanto non si terrà conto dei contributi figurativi, versati dall’Inps, senza oneri per il lavoratore, nei periodi in cui si è verificata un’interruzione (o una riduzione) dell’attività e di conseguenza non c’è stato il versamento dei contributi obbligatori da parte del datore di lavoro né del dipendente.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, l’esecutivo sta pensando di introdurre sgravi per le imprese che sono disponibili ad assumere i beneficiari dello strumento. Si tratta di uno sgravio contributivo pari al reddito della persona che viene assunta. Un’altra novità è stata annunciata dal consigliere economico di Luigi Di Maio, Pasquale Tridico, il quale ha parlato di una “scala di equivalenza” che permetterebbe di ricalibrare l’assegno del reddito di cittadinanza in base ai componenti del nucleo famigliare. Per ogni figlio si potrebbe incassare il 20% dell’assegno base di 780 euro, ossia 156 euro, mentre un coniuge a carico varrebbe il 40%, ossia 312 euro.

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