Manovra, Di Maio e Salvini elogiano il lavoro del premier Giuseppe Conte

Riforma pensioni, allo studio del governo Lega-M5S il perfezionamento di quota 100!

Dopo il G20 in Argentina, in una nota congiunta i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno elogiato il lavoro del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel dialogo intrapreso con l’Ue per evitare la procedura d’infrazione. Secondo loro, “ha evidenziato puntualmente l’apertura del governo a un dialogo franco e rispettoso con le istituzioni europee, senza rinunce su quel patto con gli italiani fondato su equità sociale, lavoro, crescita e sviluppo sostenibile che costituisce la stella polare della nostra azione”.

Per i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini: “l’Italia si sta rialzando e in tutti i tavoli, dall’Europa agli incontri con i maggiori partner internazionali, siamo nelle mani giuste, quelle del presidente Conte. Con lui il nostro Paese riesce sempre ad affermare le proprie posizioni e priorità, a testa alta e con determinazione, come successo in questi giorni al G20. Ci rappresenta nel migliore dei modi ai massimi livelli, di fronte ai leader di tutto il mondo”.

L’elogio al Presidente del Consiglio è proseguito da parte dei due vcepremier che hanno detto: “è la voce ideale dell’Italia in Europa rispetto ai contenuti di quel patto sociale con i cittadini a cui lavoriamo costantemente, superando le diverse sensibilità in nome dell’interesse degli italiani“.

Trattativa per abbassare il deficit al 2%

I vicepremier per siglare un’intesa con l’Ue ed evitare la procedura d’infrazione, dovranno dare il via libera ad una messa a punto di “quota 100” e reddito di cittadinanza che permetta di abbassare il deficit fino al 2%. Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, al momento avrebbero dato l’ok a tagliare lo 0,2% ma non lo 0,4% come richiesto da Bruxelles.

L’Ue ha messo nel mirino le pensioni, per il rischio che “quota 100” comporterebbe sulla tenuta dei conti della previdenza. Il problema per il 2019 è che fare partire quota 100 e reddito di cittadinanza ad aprile, come vogliono Salvini e Di Maio, costa troppo. Perciò – come hanno spiegato fonti qualificate di governo – in queste ore entrambi i provvedimenti sono all’esame della Ragioneria e del Mef per essere “razionalizzati e affinati”: due le soluzioni, o si fanno partire a giugno o si rimodula la platea.

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