Legge di bilancio, le decisioni del governo

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L’esecutivo Meloni ha approvato la sua prima legge di bilancio, che vale trenta miliardi ed è volta ad aiutare famiglie e imprese contro il caro bollette. Fra le misure del provvedimento, che dovranno essere sottoposte all’approvazione del Parlamento, c’è anche una riforma della flat tax e il parziale superamento della legge Fornero.

Come riferisce il sito Upday.com, il Consiglio dei ministri si è riunito intorno alle 20.45 di lunedì, al termine di un vertice di governo pomeridiano cui hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Già dopo questo primo incontro, il leader della Lega aveva espresso soddisfazione dicendo che nella manovra c’erano tutte le misure chieste dal suo partito, mentre Tajani aveva riferito che si era andati nella direzione giusta.

Per quanto riguarda le misure contro il caro bollette, la legge di bilancio appena approvata prevede un innalzamento del credito d’imposta dal 30 al 35% per le piccole e medie imprese. È stato poi tagliato il cuneo fiscale in favore dei lavoratori. La riduzione decisa è pari al 2% fino a 35.000 euro, mentre lo sgravio sale al 3% per i redditi più bassi, ovvero quelli fino a 20.000 euro.

Pensioni!

Sulle pensioni, è stato deciso che si potrà uscire dal mercato del lavoro con 41 anni di contribuiti e 62 di età. Il nuovo sistema, noto come ‘Quota 103‘, è un modo temporaneo per superare la legge Fornero in base alla quale non si potrebbe smettere di lavorare prima dei 67 anni, tranne in alcuni casi. Novità anche per le pensioni minime, che saranno innalzate da 523 a quasi 600 euro, e per Opzione Donna. Il sistema è stato prorogato per un anno, ma con qualche modifica: le donne che hanno due o più figli potranno smettere di lavorare a 58 anni, mentre dovranno aspettare di compiere 59 quelle che hanno un solo figlio.

RdC!

Sul Reddito di Cittadinanza, dal 1 gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) verrà riconosciuto nel limite massimo di 8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili. È inoltre previsto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, il sussidio decadrà. La stessa cosa avverrà anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua di lavoro.

Il RdC sarà abrogato dal 1 gennaio 2024 e verrà sostituito da una nuova riforma. Il Ministero di Economia e finanza stima un risparmio di 734 milioni per il 2023, che finanzierà un fondo che a sostegno dell’inclusione sociale. Di fronte a questa decisione, una parte delle opposizioni, in testa il Movimento 5 stelle, ha già annunciano una mobilitazione contro la modifica.

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