Le novità riguardanti pensioni e Quota 100, cos’è la clausola di salvaguardia

Rischio recessione: Conte esclude al momento una manovra bis

La strategia di Conte per ridurre le frizioni tra l’Italia e l’Unione Europea è abbastanza chiara: confrontarsi con i vertici delle istituzioni europee. Avviato il dialogo tra Governo italiano e Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker con l’obiettivo di spiegare la logica della manovra scritta dal Governo. Il primo passo in questa direzione è stato compiuto proprio dal Presidente del Consiglio nei giorni scorsi.

Sabato 24 novembre primo incontro Conte-Juncker durante il quale il premier italiano ha provato a rassicurare l’Europa circa la tenuta dei conti pubblici. Secondo le ricostruzioni, pubblicate dal quotidiano Il Messaggero, l’attenzione si sarebbe concentrata sui numeri complessivi della manovra (con la percentuale del deficit) e su alcuni provvedimenti in particolare come reddito di cittadinanza e pensioni con Quota 100.

Pensioni ultima ora, la linea del premier Conte per convincere l’UE

In sostanza secondo la linea di Conte il Governo riuscirebbe a risparmiare una parte dei fondi stanziati sulle due voci per il 2019. Per cui una parte dei 6,7 miliardi di euro preventivati come costo delle misure previdenziali e dei 9 miliardi di euro per il reddito di cittadinanza si potrebbero spostare come risorse alla voce investimenti. O in alternativa si potrebbero utilizzare per diminuire una parte del 2,4% di deficit.

Ma la domanda è: come è possibile risparmiare nel totale circa 4 miliardi di euro? Innanzitutto Conte ha spiegato che l’esecutivo è in attesa delle relazioni tecniche che accompagneranno i provvedimenti attuativi delle due misure. Il risparmio potrebbe essere prodotto dalle partenze posticipate delle misure. In pratica si ipotizza aprile 2019 come data di avvio per la misura previdenziale di Quota 100.

Ricordiamo che Quota 100 darà la possibilità di andare in pensione a chi avrà raggiunto i due requisiti minimi: 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. In più per gli statali si pensa alla introduzione di un preavviso di 6 mesi. Ciò comporterebbe un’uscita dal mondo del lavoro dei dipendenti statali non prima di ottobre 2019.

Per il reddito di cittadinanza vale praticamente lo stesso discorso. La partenza è immaginabile per aprile 2019. Su un totale di 9 miliardi si stimano poco più di 2 miliardi di euro (2,25 mld di euro). Il reddito di cittadinanza, per esempio, non partirà il primo gennaio, ma il primo versamento dei 780 euro mensili agli aventi diritto dovrebbe avvenire ad aprile. Per la misura il governo ha stanziato 9 miliardi di euro per tutto il 2019, vale a dire 750 milioni al mese circa. Tre mesi di risparmio valgono, insomma, 2,25 miliardi di euro.

Il testo della legge di bilancio prevede la possibilità di spostare e rendere interscambiabili le risorse stanziate per pensioni e reddito di cittadinanza. Se da entrambe si dovessero ottenere risparmi. Le risorse come dette potrebbero essere utili per diminuire il deficit. O aumentare gli investimenti che abbiano come obiettivo la crescita. Al momento il governo attende le relazioni tecniche di cui Conte ha parlato con Juncker.

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