Lavoro agile per i fragili prorogato al 31 dicembre 2023. Le ultime novità

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Lo smart working per i lavoratori fragili fino al 31 dicembre 2023, è un emendamento alla legge di bilancio formulato da Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: anche per questo, come riporta il sito Invaliditaediritti.it, ha molte possibilità di essere approvato dopo il dibattito parlamentare. In effetti il lavoro agile per lavoratori fragili e per genitori di figli con meno di 14 anni scadrebbe il 31 dicembre prossimo venturo. È dunque necessaria una proroga. La prima ipotesi era stata quella di estenderlo fino al prossimo 31 marzo, in seguito c’è stato questo emendamento. La proroga annuale del lavoro agile ha già superato il doppio taglio che ha ridotto da 450 a 103 il numero di emendamenti da discutere. Ciò significa che c’è la volontà di portarlo a compimento. E oltre a ciò anche per l’opposizione non ci sarebbe nessun motivo per votare contro.

La novità fa parte del Decreto Milleproroghe!

Queste novità dovrebbero essere inserite nel nuovo decreto Milleproroghe. L’esecutivo sta lavorando proprio con questo obiettivo. Il prolungamento del diritto al lavoro agile per lavoratori fragili e dipendenti con figli minori di 14 anni, sarà valido sia per il settore pubblico che per quello privato. Nel caso dei genitori il lavoro agile verrà concesso solo a una condizione: che entrambi siano occupati e che nessuno dei due sia in cassa integrazione o stia fruendo della Naspi. Ricordiamo che i lavoratori fragili sono le persone che risultano, da certificazione medica, immunodepressi, pazienti oncologici, con terapie salvavita in corso, disabili gravi. Sia per i fragili, sia per i genitori di figli under 14, è ovvio che le loro mansioni siano compatibili con lo svolgimento del lavoro a distanza.

Un utilizzo più ampio dello smart working!

Quello che rende più probabile la proroga fino al 31 dicembre del 2023 dello smart working è anche un ulteriore aspetto del problema. Il governo, e in particolare il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha più volte manifestato l’idea di essere a favore di un utilizzo più ampio del lavoro da remoto. Con la specifica che il lavoro agile non può e non deve essere considerato una specie di semi vacanza. In pratica, ha ribadito il ministro, «nella pubblica amministrazione bisogna passare da una logica di controllo a una che invece misura gli obiettivi». Ne consegue che se un impiegato deve svolgere certi compiti nel suo orario di lavoro, può anche farlo da casa senza per questo causare un disservizio nei confronti dell’utente. Con questo sistema, è secondo Zangrillo, si saprà in ogni momento cosa fa, quanto produce e con quali risultati ogni dipendente. In effetti una ottimizzazione della forza lavoro.

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