Il punto sulla questione esodati

Il punto sulla questione esodati

Nel Rendiconto sociale Inps 2017, stilato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto, è stato tracciato un bilancio delle otto salvaguardie pensionistiche varate a tutela degli esodati. Nel dossier viene specificato che l’applicazione della riforma pensionistica del 2012 e i nuovi requisiti anagrafici e contributivi previsti, hanno determinato, in particolare a seguito della cessazione del rapporto di lavoro per crisi aziendali o chiusura di attività, che lavoratori, prossimi alla pensione, siano restati privi di reddito per alcuni anni.

Per queste situazioni di disagio sociale è stata prevista la possibilità di ricevere un assegno straordinario nel periodo tra il momento di maturazione del diritto alla pensione con i requisiti pre-riforma ed il nuovo termine inserito dalla legge, salvaguardando così una significativa platea di pensionandi.

Le otto salvaguardie pensionistiche nel Rendiconto sociale Inps

La prima “salvaguardia” è stata prevista dalla stessa legge di riforma, determinando, sulla base di una erronea valutazione, in 65.000 gli “esodati”da tutelare. Per costoro il diritto al pensionamento è avvenuto senza dover ricorrere all’assegno straordinario. Dal 2013, invece, si sono dovute prevedere altre sette salvaguardie per far fronte al divario tra i 65.000 stimati e quelli presunti valutati in oltre 150.000.

Tale assegno straordinario di accompagnamento al pensionamento è stato previsto dalle leggi di bilancio dal 2013 al 2017 che hanno fissato un limite massimo di spesa a carico della fiscalità generale e un limite massimo di lavoratori salvaguardabili. L’importanza sociale di questi provvedimenti di accompagnamento al pensionamento è evidenziabile dal contenuto onere per la tutela di ciascun lavoratore, pari a 30.862 euro.

La situazione attuale

La “questione esodati” ad oggi non è stata ancora risolta, in quanto rimangono ancora 6.000 esodati rimasti esclusi dalle otto salvaguardie pensionistiche varate. Nonostante le pressioni che si sono avute in maniera trasversale per la predisposizione di una definitiva salvaguardia degli esodati, allo stato attuale la nona salvaguardia non sembra essere vicina alla redazione.

A tale proposito c’è attesa per gli interventi in materia di pensione che dovrebbero essere collegati alla Legge di Bilancio 2019. Il sottosegretario al Ministero del lavoro Claudio Durigon, intervistato da Cesare Damiano, candidato alla segreteria del Pd, ha dichiarato “Abbiamo chiesto all’Inps che ci determinasse la platea. In base a quello cercheremo di trovare una norma ad hoc per poter salvaguardare anche loro”.

Durigon ritiene che Quota 100 possa essere una soluzione per molti degli esodati non salvaguardati. “Credo che parecchi saranno aiutati dalla norma che prevede 62 anni di età anagrafica e 38 di contribuzione, ossia Quota 100“, ha affermato.

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