Governo Meloni: Nordio al ministero della Giustizia?

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Il faccia a faccia tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi ha lasciato alle spalle i contrasti degli ultimi giorni — dal biglietto di pugno del presidente azzurro che enumera in modo poco lusinghiero le caratteristiche della leader FdI all’abrasiva risposta della futura premier («non sono ricattabile») — per concentrasi sul lavoro ancora da fare. Con un leghista che, da osservatore, esprime i suoi dubbi: «Difficile che due personalità come quelle dimentichino».

Come riferisce il sito del Corriere della <sera, lo hanno detto entrambi alla fine: «Superiamo questa fase, lasciamoci alle spalle i dissapori». E Berlusconi ha smussato le asprezze dei giorni scorsi: «Il mio atteggiamento è stato dettato soltanto dal voler andare incontro al mio partito in sofferenza. Ma ora dobbiamo dare ascolto con urgenza alla sofferenza del Paese che si trova di fronte prospettive difficili».

Giorgia Meloni non ha chiuso alcuna possibilità: «Noi siamo disponibili a discutere tutto. Ferma restando l’urgenza di metterci tutti al lavoro per questo Paese». Anche se un’eccezione c’è: a questo punto, dopo le polemiche vibranti delle ultime settimane, Licia Ronzulli — da anni braccio destro di Berlusconi — non potrà far parte della squadra di governo. Meloni non ha voluto escludere per la senatrice la possibilità di altri incarichi.

Torna il vice premier!

Il risultato dell’appello berlusconiano alla «pari dignità» resta ora da sottoporre alla prova delle prossime ore. Un punto importante è il via libera di Meloni ai vicepremier: Matteo Salvini per la Lega, Antonio Tajani per Forza Italia. Ma un nodo intricato resta aperto. Il fatto è che in Forza Italia si è ormai convinti di aver spuntato il nome della ex presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, per il fondamentale incarico di ministro alla Giustizia. In Fratelli d’Italia no perché hanno un candidato che considerano il più adeguato possibile a fare il Guardasigilli: l’ex procuratore Carlo Nordio.

Per Berlusconi Nordio “meno politico”!

E questo Meloni a Berlusconi lo avrebbe detto: «È stato eletto con noi ma ha una fisionomia assolutamente autonoma e meno politica di quella di Casellati». E questo porterebbe l’ex presidente del Senato al ministero per le Riforme. Eventualità che non convince la Lega. Matteo Salvini dice così: «Mi piacerebbe se ci fosse un ministero per tutte le grandi riforme, non solo dell’Autonomia». Il punto è che Roberto Calderoli è destinato al ministero degli Affari regionali con un mandato fortissimo per procedere verso le autonomie: «È vero — dice un leghista di primo rango — che Casellati è veneta e dunque dovrebbe essere sensibile al tema. Però: non facciamo scherzi. Le autonomie, che non hanno rango costituzionale, sono pronte. Il presidenzialismo non lo è». Il tema è importante anche in vista delle Regionali 2023 in Lombardia.

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