Giustizia, verso il referendum sulla riforma

Riforma della giustizia: in arrivo 27.000 assunzioni nella Pa

Valente giurista, e garantista, la guardasigilli Marta Cartabia ha svolto finora un lavoro molto interessante, con proposte più che condivisibili avanzate dalle commissioni tecniche predisposte ai fini della produzione di un quadro credibile riguardante il nuovo ordinamento giudiziario. Su tale credibilità, tuttavia, si profila l’ombra di un serio problema, e cioà la divisione esistente su tali argomenti nella variegata maggioranza che compone il governo Drgahi.

Ad esempio, come rileva il sito della rivista Panorama, è estremamente difficile che sul tema dell’estinzione del reato, il Movimento Cinque Stelle possa votare insieme al centro destra. Ne consegue che, se la ministra Cartabia non potrà superare gli ostacoli presenti sul difficile cammino della riforma, a chi desidera una ridefinizione dell’ordinamento che limiti quello che (a suo parere) è lo strapotere dei pubblici ministeri, non resta che la strada del referendum.

Un milione di firme!

Sono i Radicali ad aver proposto il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Ad essi ha assicurato il proprio sostegno la Lega di Matteo Salvini. In una conferenza congiunta, i Radicali italiani e la Lega hanno lanciato in via ufficiale la raccolta di firme, che avrà inizio nel primo fine settimana di luglio.

I quesiti referendari saranno presentati giovedì prossimo. Gli organizzatori chiariscono che non si tratta di un referendum contro i magistrati. I referendum saranno sei, e riguarderanno la separazione delle carriere, la responsabilità civile dei magistrati, il ridimensionamento della legge Severino, la limitazione del potere delle correnti della magistratura. L’obiettivo è raccogliere un milione di firme.

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