Fisco, Ruffini lancia delle proposte semplificative: tutte le news!

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Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha lanciato una proposta di semplificazione del fisco. Qualche giorno fa, in un’intervista al Messaggero, ripresa dal sito quifinanza.it, Ruffini aveva prospettato un nuovo sistema per le partite Iva, basato su prelievi mensili calcolati direttamente dal Fisco, che il contribuente deve solo autorizzare.

Un fisco automatico, ma controllabile!

Il direttore dell’Agenzia aveva già affrontato la questione parlando con Repubblica, attraverso la proposta di estendere alle piccole e piccolissime attività d’impresa, per la maggior parte partite Iva, “il sistema di tassazione per cassa consentendo l’immediata deducibilità degli investimenti, invece di diluirla nel tempo con gli ammortamenti”. “Il ‘fisco di massa’”, aveva sottolineato, “ha bisogno di automatismi, deve essere un fisco automatico, ma controllabile”. Si parla in dettaglio “di 4,4 milioni tra persone fisiche e società di persone su 5,7 partite Iva totali”.

Le proposte di Ruffini!

In seguito, in audizione alla Commissione di Vigilanza dell’anagrafe tributaria, Ruffini ha rilanciato la sua “riforma ideale” del sistema fiscale italiano. Parola d’ordine, il superamento dei “crediti IVA con liquidazioni mensili“. Il direttore ha evidenziato che per le piccole imprese e i lavoratori autonomi con partita Iva “anche psicologicamente, dover versare le imposte in acconto dell’anno in corso e di saldo dei redditi incassati nell’anno precedente, è qualcosa che non agevola il far pace tra amministrazione finanziaria e contribuenti”.

Prelievo basato sugli incassi reali!

In altri termini, la sua proposta di semplificazione si rivolgerebbe soprattutto ai lavoratori autonomi, che l’emergenza Covid-19 ha messo in ginocchio, e particolarmente preoccupati dal mancato rinvio delle scadenze fiscali di settembre. Si tratta di passare da un prelievo basato sugli incassi presunti a uno fondato sugli incassi effettivi. Tale soluzione eliminerebbe tutto il sistema di saldo e acconto attualmente in vigore: diretta conseguenza di ciò sarebbe la scomparsa dei crediti fiscali e dunque dell’attesa, da parte dei contribuenti, dei rimborsi dovuti.

Ci sarebbe dunque una “liquidazione periodica mensile”, in modo da consentire al contribuente di “dover gestire quanto incassa e quanto spende in base all’attività e sul quel netto riuscire a immaginare una applicazione delle imposte”. Il vantaggio per l’erario sarebbe un flusso costante di entrate senza fluttuazioni derivanti dai diversi periodi di gettito. Anche rispetto alle ritenute, secondo Ruffini sarebbe più vantaggioso “un sistema di tassazione sull’effettività di quanto incassato, e non una ritenuta a titolo di acconto”.

Fine del credito d’imposta!

Per far ciò si renderebbe necessario un intervento normativo e una implementazione amministrativa e informatica. Si tratterebbe di pagare le tasse, dice Ruffini, “se il mio portafoglio si è gonfiato e se quello che mi rimane al netto delle spese che ho sostenuto per poter lavorare è oggetto di una applicazione di aliquota”. Dunque questo sistema azzererebbe a monte la necessità dell‘esistenza del credito d’imposta. “Perché io cittadino con partita Iva devo avere un credito nei confronti dello Stato che comunque alla scadenza prestabilita mi chiede le tasse altrimenti eroghiamo sanzioni?”, si è chiesto Ruffini. A suo avviso, si tratterebbe di “un sistema più corretto come reale pacificazione del rapporto cittadino-fisco”.

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