Fattura elettronica, le criticità del sistema riscontrate dal Garante della Privacy!

Fattura elettronica 2019, Agenzia dell'Entrate chiarisce alcuni aspetti!

Il meccanismo della fatturazione elettronica predisposto dall’Agenzia delle Entrate presenta delle criticità nel rispetto della normativa europea sulla privacy. Il garante della privacy ha richiesto all’Agenzia delle entrate di modificare il sistema della fatturazione elettronica, obbligatoria dal 1 gennaio 2019.

I problemi rilevati riguardano: “la trasmissione e memorizzazione di una ingente mole di dati non direttamente rilevanti ai fini fiscali, con conseguenze per la tutela della riservatezza, in particolare in merito alle strategie aziendali”. Fra le reazioni politiche, quella del presidente della commissione Finanze del Senato, Alberto Bagnai, secondo il quale l’intervento del Garante ha sollevato: “problemi che non possono essere ignorati”.

Ecco perchè il Garante privacy chiede lo “stop” alla fattura elettronica.

Il sistema archivierebbe, oltre i dati obbligatori a fini fiscali, anche la fattura vera e propria, sulla quale sono scritte informazioni più dettagliate, dalle tipologie di consumi, alla regolarità dei pagamenti, passando per le categorie cui ogni utente appartiene.

Per questo motivo è stato richiesto all’Agenzia con urgenza di comunicare come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica.

Inoltre, l’Agenzia delle entrate caricherebbe in formato digitale tutte le fatture cartacee, senza il consenso dei consumatori. E poi le persone delegate alla trasmissione, alla ricezione e alla conservazione della fattura, avrebbero accesso a tutti i dati personali.

Dunque, questo sistema di fatturazione elettronica, metterebbe a rischio la privacy degli utenti e, per questo il Garante chiede all’Agenzia delle entrate di modificare il sistema, che non è conforme alla normativa europea in materia di protezione dei dati personali.

Come si legge su quifinanza: “Il Governo fino a questo momento ha sempre escluso ipotesi di proroghe, che aprirebbero un buco di circa 2 miliardi. L’unico elemento di flessibilità inserito riguarda lo stop alle sanzioni per i primi sei mesi del 2019 per i ritardi nella trasmissione delle fatture. Ora l’iniziativa del Garante potrebbe rimettere in discussione l’entrata in vigore dal prossimo primo gennaio, o portare all’esclusione di alcune categorie come medici e farmacisti. Si attende la risposta dell’Agenzia delle Entrate.”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Diritto.news