Energia, gestori multati dall’Antitrust. Come chiedere il rimborso delle bollette

BolBollette di luce e gas in ribasso da aprile 2020. Scopriamo le novitàette, slitta ancora al 1° luglio 2020 la fine della maggior tutela

Dopo che l’autorità Antitrust ha sanzionato per oltre 15 milioni Enel, Eni, Acea, Iberdrola, Dolomiti ed Edison per aver cambiato i contratti con i propri clienti in maniera unilaterale, modificando al rialzo i prezzi della luce o del gas proprio nel momento esisteva, ed era in piena validità, il decreto Aiuti-bis che proibiva operazioni del genere. Stando così le cose, adesso che cosa bisogna fare per chiedere il risarcimento agli operatori in questione?

L’antitrust non può obbligare i gestori al rimborso!

Va detto che il denaro della sanzione, cioè i 15 milioni, non sarà usati direttamente per i rimborsi. L’Antitrust non può obbligare i gestori a farlo perché non è fra le sue competenze. In qualche modo tuttavia l’Antitrust può agevolare i rimborsi: in effetti può succedere che un gestore si impegni di sua spontanea volontà a restituire il surplus ai clienti. In tale circostanza Agcm, Autorità garante della concorrenza e del mercato, chiude il procedimento senza multa. Se poi la restituzione non avviene, scatta la sanzione vera e propria. Nel caso delle società di energia, questo impegno non c’è stato e non può essere l’Antitrust a imporlo.

Come provare a ottenere un rimborso!

E dunque ci chiediamo quali siano i passi da fare per provare a ottenere un rimborso. In primo luogo bisogna sporgere reclamo al gestore che ha alterato il contratto in maniera unilaterale. Nel caso in cui dopo quaranta giorni la risposta del gestore non sia arrivata o non sia stata risolutiva, si può andare avant con la conciliazione di Arera, Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.

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