Coronavirus: quarantena più breve? Il Ministro frena

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Per i positivi al coronavirus la quarantena si potrebbe accorciare. In effetti il Ministero della Salute si è attivato per emettere una nuova circolare per modificare il sistema. Come riporta il sito Luciano Fassari sul sito Quotidianosanità.it, ieri c’è stato un confronto con le Regioni che hanno presentato delle proposte. Il meccanismo attuale prevede dal rilevamento della positività una quarantena minima di sette giorni, oltre a un tampone negativo per poter tornare in circolazione.

Tuttavia, poichè la nuova ondata di Omicron 5 ha registrato in gran parte della popolazione colpita sintomi lievi, che si sono risolti in pochi giorni, il Ministero sta elaborando insieme alle Regioni un nuovo sistema. Questo prevederebbe che chi non ha più sintomi da quarantotto ore, se sarà negativo al tampone potrà interrompere l’isolamento. Funziona così in diversi paesi occidentali. In Spagna e Regno Unito per i positivi non è più previsto l’isolamento. In USA, Germania, Svezia, Austria, sono previsti cinque giorni di isolamento.

Oltre a ciò, potrebbe essere ridotto il tempo di quarantena massima per le forme di malattia che durano più a lungo. Da ventun giorni potrebbe essere abbassato a quindici, con le Regioni che chiedono l’uscita avvenga dopo dieci giorni. Dalle Regioni è inoltre giunta anche la richiesta di superare il monitoraggio giornaliero dei dati aggregati, mantenendo un’analisi settimanale, e quella di rendere possibile l’isolamento anche nei reparti specialistici in base alla patologia.

Rivedere l’impianto normativo!

Dagli assessori regionali arriva anche la richiesta di una revisione complessiva dell’impianto normativo che riguarda l’obbligo vaccinale per il personale sanitario, “soprattutto in relazione al fatto che i presupposti e gli obiettivi per i quali la norma è stata approvata in aprile 2021 (“tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”) sono di fatto mutati e devono essere riallineati all’attuale scenario epidemiologico”.

Speranza smorza!

Si chiede in effetti di definire precisamente tutti i soggetti e le strutture in cui vige l’obbligo e il termine di differimento dell’obbligo per i soggetti con pregressa infezione, anche considerando l’impatto che la sospensione degli operatori determina sul funzionamento delle strutture sanitarie. In ogni caso,
dal Ministro della Salute Roberto Speranza arriva un commento che frena: “Nessun cambiamento in vista in merito all’isolamento. Come sempre si verificherà andamento epidemiologico e ci sarà confronto con Regioni”

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