Coronavirus e scuola: il Governo ripropone la Dad, poi fa marcia indietro

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Nella scuola con un solo alunno positivo tutta la classe non può andare in Dad. Lo si legge nell’ultima circolare dei ministeri della Salute e dell’Istruzione. Di fatto, a meno di un mese dall’applicazione del nuovo protocollo, vengono reintrodotte le regole precedenti. La decisione è stata presa visto il forte incremento dei casi di coronavirus proprio nella fascia 12-19 anni.

Quali erano le regole fino a oggi? Come spiega il sito tgcom24.mediaset.it, se il contagiato in classe era soltanto uno, gli altri alunni venivano subito sottoposti a tampone molecolare o rapido, da rifare poi a distanza di cinque giorni. In quel periodo di tempo, in ogni caso, i ragazzi potevano continuare a seguire le lezioni in presenza. Il ricorso alla Dad era stato così più o meno dimezzato.

Le nuove regole: il Governo fa marcia indietro!

Ora, invece, una circolare ministeriale dapprimaprevede espressamente che “qualora le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente, il dirigente scolastico, venuto a conoscenza di un caso confermato nella propria scuola, è autorizzato, in via eccezionale e urgente, a disporre la didattica a distanza per l’intero gruppo“. La Dad durerebbe dieci giorni, come previsto per tutti i contatti stretti.

La rettifica!

A nemmeno 24 ore di distanza, un intervento apparentemente spinto Palazzo Chigi ha ripristinato le regole appena cancellate: con un solo contagiato in classe non si torna in Dad. Al contrario, la struttura del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 del generale Francesco Figliuolo “intensificherà le attività di testing nelle scuole, al fine di potenziare il tracciamento” di casi di positività come riportano le agenzie citando fonti di governo che sottolineano che “garantire la partecipazione in presenza e lo svolgimento delle lezioni a scuola in assoluta sicurezza è una priorità del Governo”.

Giannelli: “Facili cassandre”!

“Siamo stati facili cassandre, avevamo lanciato l’allarme già pochi giorni dopo la pubblicazione della nota congiunta Salute-Istruzione n. 1218 del 6 novembre. Le scuole, nonostante le mille difficoltà e con uno smisurato carico di lavoro sulle spalle dei dirigenti e del personale, hanno retto. Lo stesso non possiamo dire dei dipartimenti di prevenzione che non sono riusciti sin da subito a garantire la tempistica dei testing e in molti casi non hanno applicato quelle procedure di tracciamento”.

Lo sconcerto dei Presidi!

In tal modo Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’ANP ha dapprima commentato la sospensione del protocollo. In seguito ha commentato il dietro front del Governo: Troviamo sconcertante che una nota sottoscritta da due Ministeri sia sospesa dopo neanche 24 ore e che le disposizioni ivi contenute siano già considerate superate. Attendiamo di vedere come il commissario Figliuolo deciderà di intervenire per rendere finalmente efficienti le Asl e far partire la campagna di testing e tracing che dovrebbe garantire la scuola in presenza. Ai dirigenti e al personale delle scuole, che hanno fatto ben più di quanto dovessero, non si deve più chiedere di sostituirsi ai funzionari dei Dipartimenti di prevenzione”.

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