Cassa Integrazione, il blocco da parte dell’INPS

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È stato raggiunto il tetto massimo di risorse per pagare la cassa integrazione e di conseguenza l’INPS si è vista costretta a bloccare la cig lo scorso 28 maggio. Si tratta della cassa integrazione con causale Covid per l’emergenza e che riguarda diverse imprese e lavoratori. Come spiega il sito money.it, da dieci giorni l’INPS ha bloccato le autorizzazioni di assegno ordinario e poi successivamente anche altre domande di cassa integrazione Covid-19. Tuttavia il Governo nel CdM del 4 giugno scorso ha approvato una norma per risolvere la questione.

Lo sblocco!

Con la norma definita tecnicamente da INPS e MEF si pone fine al blocco della cassa integrazione recuperando fondi che consentono di autorizzare le ore di CIG richieste. La norma, come è stato comunicato dall’Istituto, è stata definita tecnicamente da INPS e dal MEF, ed è stata annunciata lo scorso venerdì dopo essere stata approvata nel CdM riunitosi, e che ora l’INPS conferma in un comunicato stampa.

Il comunicato INPS recita: “Attraverso l’utilizzo di risparmi da dl 137/2020 e la rimodulazione di alcune voci di spesa relative alle integrazioni salariali, viene garantita la copertura da 7,3 a 8 mld e l’INPS potrà prendere in considerazioni le domande di CIG tenendo conto del tiraggio della spesa sull’autorizzato 2020. Si proseguirà dunque senza difficoltà nel processo di autorizzazione, sospeso solo per alcuni giorni per superare i vincoli di legge.”

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