Cartelle esattoriali, rottamazione o prescrizione?

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Secondo notizie delle ultime ore la sospensione dei termini di pagamento per le cartelle esattoriali e gli avvisi esecutivi dovrebbe essere procrastinata dal 28 febbraio fino al prossimo 30 aprile. In ogni caso, a partire dal primo marzo, l’agente della riscossione può notificare le cartelle di pagamento, che dovranno essere saldate entro sessanta giorni dal termine del periodo di sospensione stabilito.

I debitori raggiunti dalle cartelle esattoriali potranno scegliere se pagare prima della nuova scadenza del 30  aprile. Fino a tale data, le cartelle stesse non comporteranno oneri aggiuntivi, e l’agente della riscossione non potrà dare avvio ad alcun tipo di azione esecutiva. Le cartelle notificate entro il 30 di aprile avranno una mera funzione partecipativa, mentre l’obbligo di adempiere ad esse rimane entro i termini previsti: i versamenti sospesi dovranno essere comunque saldati in un’unica soluzione entro i sessanta giorni decorsi da tale data.

“Discarico”!

I debiti dovranno essere riscossi dal Fisco entro cinque anni: in caso contrario, a parte certe eccezioni, scatterà la prescrizione. Nella bozza del dl Sostegno, come riportano i siti di AdnKronos e de Il Giornale, si dice esplicitamente che “al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell’affidamento del ruolo le quote non riscosse sono automaticamente discaricate, senza oneri amministrativi a carico degli stessi enti creditori”. Le modalità di attuazione di tale riforma dovranno essere determinate tramite un decreto ministeriale ad hoc. Ad essere escluse temporaneamente dal “discarico automatico” saranno quei debiti per cui “sono ancora pendenti procedure esecutive o concorsuali”. In questi casi “il discarico si produce al 31 dicembre del quinto anno successivo alla conclusione della procedura”.

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