Camera penale di Bergamo: gli avvocati protestano contro la prescrizione

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La Sezione di Bergamo della Camera Penale della Lombardia orientale, in linea con la ferma presa di posizione a livello nazionale esprime «preoccupazione e dissenso» rispetto alla proposta di riforma del M5S e del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sulla sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado.

Tre giorni di astensione dalle udienze (dal 20 al 23 novembre) per protestare contro l’emendamento che sospende la prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

Le ragioni degli avvocati contro l’attuale riforma.

Per gli avvocati, è fallace  ciò che asserisce il Governo perché «errato è il presupposto logico: nel nostro ordinamento vige il principio di presunzione di innocenza fino a che la condanna non sia definitiva, pertanto non esistono colpevoli che la fanno franca, ma presunti innocenti per i quali lo Stato non è riuscito ad accertare la responsabilità in tempi ragionevoli. In ogni caso, l’istituto della prescrizione già oggi, come abbiamo visto, prevede tempi più lunghi per i reati più gravi e nei confronti dei soggetti recidivi o delinquenti abituali».

«La seconda argomentazione — sostengono sempre gli avvocati bergamaschi — è altrettanto inveritiera, da un lato, perché, come dimostrano i dati del Ministero, la stragrande maggioranza delle prescrizioni decorre in fase predibattimentale, quando l’indagato e il suo difensore non hanno possibilità alcuna di incidere sulla durata del procedimento.

Dall’altro, perché, in ogni caso, il codice di procedura penale prevede già un antidoto ad eventuali tecniche dilatorie, in quanto il giudice può sempre sospendere i termini di prescrizione se la richiesta di rinvio è formulata nell’interesse dell’indagato-imputato o del suo difensore».

«Prima di tutto si rischia di avere processi più lunghi — sostiene la sezione di Bergamo della Camera penale della Lombardia orientale —. Oggi la prescrizione rappresenta un pungolo per la celebrazione del processo in tempi ragionevoli.

Senza, la giustizia penale si trasformerà in una gogna infinita per tutte le parti: per gli imputati dichiarati colpevoli in primo grado che vivranno con tale spada di Damocle per anni; per coloro che in primo grado avranno ottenuto un’assoluzione nel merito e non potranno voltare pagina se la pubblica accusa impugnerà la sentenza; per le vittime del reato che ancora più a lungo dovranno attendere per conoscere l’esito finale del processo e ottenere l’eventuale risarcimento dei danni. Inoltre, si renderà ancora meno effettiva la pena, perché scontata a distanza di molti anni dal reato».

Secondo i dati del Ministero della Giustizia, l’80% dei processi si prescrive tra la fase predibattimentale e il primo grado. «I dati — sottolineano gli avvocati — dimostrano che l’intervento va fatto sulle cause, spesso strutturali, dei tempi lunghi nel corso delle indagini preliminari».

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