Bocciato il Reddito di cittadinanza

Corte dei Conti: relazione sulla gestione finanziaria dell'Enpam

Nel  Rapporto 2019 sul Coordinamento della Finanza Pubblica la Corte dei Conti ha espresso un giudizio molto negativo sul Reddito di Cittadinanza, misura bandiera del Movimento Cinque Stelle. Si legge  nel documento: ” Nell’ambito del contrasto della povertà, un ruolo molto importante deve essere svolto dai servizi sociali dei Comuni, che in Italia sono, storicamente, il veicolo tramite cui si erogano servizi fondamentali.

Estremamente diversa, tuttavia, è la capacità di attivazione di spesa: infatti a fronte dei 116 euro medi pro capite, si va dai 22 della Calabria ai 517 della P.A. di Bolzano. Quanto ai Centri per l’impiego, limitato è stata finora il contributo nella ricerca di un’occupazione. Importante quindi il loro rilancio, che richiederà tempi certamente non brevi.

Rischio di incentivare il lavoro nero

Per la Corte dei Conti:” Nonostante l’attenzione posta nel disegnare l’impianto del RDC e la previsione di un sistema di vincoli e sanzioni potenzialmente efficace nel contrastare gli abusi, resta la preoccupazione che in un contesto, come quello italiano, in cui è elevata la quota di economia sommersa e sono bassi i livelli salariali effettivi, il RDC possa scoraggiare e spiazzare l’offerta di lavoro legale. E’ comunque importante l’attenzione che si è accesa sul tema della “prova dei mezzi”: l’occasione è favorevole per un salto di qualità dell’Amministrazione pubblica nelle capacità di verifica e di controllo dell’attendibilità delle DSU e dell’ISEE, strumento che, pur avendo registrato negli ultimi anni notevoli miglioramenti, resta lontano dal rappresentare l’effettiva situazione economica e patrimoniale di molti dei richiedenti le prestazioni assistenziali”.

Preoccupazioni per il finanziamento a debito

“Il RDC risponde all’esigenza, acuita dalla crisi, di contrasto alla povertà. Tuttavia, il finanziamento in deficit di tale misura è motivo di preoccupazione per gli equilibri di bilancio di medio termine, date le condizioni di elevato debito pubblico. La previsione di un meccanismo di salvaguardia, il “blocco” delle domande e la rimodulazione dell’ammontare del beneficio in caso di esaurimento delle risorse disponibili per l’esercizio, è quindi importante per il controllo dei saldi. Un eventuale minor esborso rispetto alle stime originarie andrebbe utilizzato, almeno sotto lo stretto profilo della sostenibilità dei conti pubblici, per ridurre il disavanzo e rientrare dal debito”, ha osservato la Corte dei Conti.

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