Assegno di Inclusione: i motivi del rischio di un flop

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Lo scorso primo gennaio ha avuto inizio l’erogazione dell’Assegno di Inclusione, nella sua qualità di mezzo di supporto finanziario allo scopo di tentare di arginare la povertà dilagante nel nostro Paese. Ai primi 288.000 nuclei familiari che hanno superato la fase istruttoria, lo scorso 26 gennaio sono stati erogati mediamente 645,84 euro con la Carta d’Inclusione da ritirare alle Poste. Vediamo come presentare l’istanza all’INPS, e che cosa fare se la richiesta non è stata accolta ed è rimasta in sospeso.

A chi spetta e come fare domanda!

Il sussidio economico è pensato per le famiglie che abbiano al loro interno almeno una persona minorenne, o maggiore di sessant’anni, con disabilità o seguita dai servizi socio sanitari perché in stato di grave svantaggio. Per avere il beneficio è necessario presentare la richiesta, fare l’iscrizione al Sistema informativo di inclusione sociale e lavorativa (Siisl) e sottoscrivere il Patto di attivazione digitale del nucleo familiare. La richiesta può essere presentata direttamente sul sito dell’INPS, o in alternativa con l’aiuto dei Patronati dei CAF.

I requisiti economici per l’Assegno d’Inclusione!

Al fine di poter ricevere l’Assegno, è necessario essere residente in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in maniera continuativa. Oltre a ciò bisogna essere in possesso di un ISEE non maggiore di 9.360 euro, in corso di validità, un valore del reddito familiare inferiore a una soglia di 6000 euro annui (moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza), un valore ai fini IMU del patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, diverso dalla casa di abitazione, il cui valore non deve superare 150.000 euro. E poi un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, incrementati in base ai componenti del nucleo familiare.

Quello che non sta funzionando nell’AdI!

Tuttavia c’è qualcosa che non funziona come dovrebbe. Infatti ci sono troppe famiglie che sono rimaste senza Reddito di Cittadinanza, che sarebbero a titolo potenziale beneficiarie dell’Assegno di Inclusione, che non riescono a ottenere il sussidio. Quasi il 30% delle domande viene respinto. Perché in effetti sono stati introdotti requisiti anagrafici ed economici più restrittivi rispetto al RdC. Ne consegue che molte più famiglie del previsto sono rimaste fuori. Gli analisti riferiscono che le modifiche alla normativa hanno ridotto la platea dei potenziali beneficiari da 2,1 a 1,2 milioni rispetto al Reddito di Cittadinanza. A questo punto l’esecutivo dovrebbe correre ai ripari e prevedere caratteristiche più larghe a livello di requisiti

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